«Piano Mancini, Solinas fa il Ponzio Pilato»
Rischio idrogeologico, la preoccupazione di Meloni e Li Gioi: «Lo stop sarebbe un disastro»
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OLBIA. Il piano Mancini è sempre in bilico. Troppo in bilico, hanno denunciato, a Cagliari, i consiglieri regionali Roberto Li Gioi, M5s, e Giuseppe Meloni del Pd. La loro denuncia è stata questa: «A fine agosto il Servizio di valutazione, lo Svia, dell’assessorato regionale all’ambiente ha inviato all’Ufficio del commissario governativo per l’emergenza idrica, cioè al governatore Solinas, un preavviso di parere negativo. Attenzione: se nelle prossime settimane quel parere fosse confermato, vorrebbe dire il blocco immediato del Piano ormai in dirittura d’arrivo dopo un iter lunghissimo e finora sempre favorevole. Se accadesse questo, sarebbe un disastro».
Il dubbio. Per i due consiglieri, però, dietro questo no tecnico, seppure non definitivo, potrebbe esserci dell’altro. «Non vorremmo, è il nostro sospetto, che invece il via libera o meno al piano da ben 125 milioni fosse finito al centro di chissà quale partita politica all’interno del centrodestra». Lasciando intendere questo retroscena: siccome il sindaco Settimo Nizzi, da sempre contrario al Piano, è di Forza Italia potrebbe aver trovato, nel governo regionale di centrodestra una sponda per bloccare il progetto. «Il prossimo anno – hanno aggiunto – a Olbia ci saranno le elezioni comunali e spesso a pensar male ci si azzecca», ricordando anche lo scontro di qualche anno fa fra lo stesso Nizzi e la Regione, allora governata dal centrosinistra.
La mozione. M5s e Pd hanno presentato una mozione in cui sollecitano la Regione a scendere in campo e ad accelerare l’iter per il rilascio dell’ultimo e definitivo parere sull’impatto ambientale delle opere. «Al più presto – ha ribadito Li Gioi – Solinas deve prendere una posizione chiara sul Piano Mancini. Non può continuare a vestire i panni del Ponzio Pilato». Per poi aggiungere: «Se entro dicembre, o l massimo a gennaio, non dovessero essere bandite le gare per i cantieri, rischiamo di perdere gli oltre 80 milioni stanziati dal governo Conte. Il che vorrebbe dire far fallire all’improvviso l’unica soluzione oggi possibile per evitare altri disastri, come quello provocato dal ciclone Cleopatra nel 2013».
La denuncia. A scatenare la presa di posizione – stando alla ricostruzione – sarebbe stato proprio lo scontro fra il Servizio di valutazione ambientale e l’Ufficio del Commissario governativo. «Non vorrei – ha aggiunto Meloni – che, dietro le quinte di quel parere negativo, tra l’altro sproporzionato nei contenuti, ci fossero invece delle promesse inconfessabili». È un sospetto, o potrebbe essere qualcosa di più – stando alle opposizioni – se «rileggiamo questa recente dichiarazione di Nizzi, mai smentita dalla Regione: sul Piano Mancini, Solinas è con me». La conclusione dei consiglieri regionali è stata perentoria: «Noi crediamo che non sia così. Ma la certezza deve darcela Solinas, rispondendo alla nostra mozione. Perché altrimenti vorrebbe dire che ad affossare il sacrosanto diritto alla sicurezza sarebbe stato solo un cinico gioco politico». (ua)
Il dubbio. Per i due consiglieri, però, dietro questo no tecnico, seppure non definitivo, potrebbe esserci dell’altro. «Non vorremmo, è il nostro sospetto, che invece il via libera o meno al piano da ben 125 milioni fosse finito al centro di chissà quale partita politica all’interno del centrodestra». Lasciando intendere questo retroscena: siccome il sindaco Settimo Nizzi, da sempre contrario al Piano, è di Forza Italia potrebbe aver trovato, nel governo regionale di centrodestra una sponda per bloccare il progetto. «Il prossimo anno – hanno aggiunto – a Olbia ci saranno le elezioni comunali e spesso a pensar male ci si azzecca», ricordando anche lo scontro di qualche anno fa fra lo stesso Nizzi e la Regione, allora governata dal centrosinistra.
La mozione. M5s e Pd hanno presentato una mozione in cui sollecitano la Regione a scendere in campo e ad accelerare l’iter per il rilascio dell’ultimo e definitivo parere sull’impatto ambientale delle opere. «Al più presto – ha ribadito Li Gioi – Solinas deve prendere una posizione chiara sul Piano Mancini. Non può continuare a vestire i panni del Ponzio Pilato». Per poi aggiungere: «Se entro dicembre, o l massimo a gennaio, non dovessero essere bandite le gare per i cantieri, rischiamo di perdere gli oltre 80 milioni stanziati dal governo Conte. Il che vorrebbe dire far fallire all’improvviso l’unica soluzione oggi possibile per evitare altri disastri, come quello provocato dal ciclone Cleopatra nel 2013».
La denuncia. A scatenare la presa di posizione – stando alla ricostruzione – sarebbe stato proprio lo scontro fra il Servizio di valutazione ambientale e l’Ufficio del Commissario governativo. «Non vorrei – ha aggiunto Meloni – che, dietro le quinte di quel parere negativo, tra l’altro sproporzionato nei contenuti, ci fossero invece delle promesse inconfessabili». È un sospetto, o potrebbe essere qualcosa di più – stando alle opposizioni – se «rileggiamo questa recente dichiarazione di Nizzi, mai smentita dalla Regione: sul Piano Mancini, Solinas è con me». La conclusione dei consiglieri regionali è stata perentoria: «Noi crediamo che non sia così. Ma la certezza deve darcela Solinas, rispondendo alla nostra mozione. Perché altrimenti vorrebbe dire che ad affossare il sacrosanto diritto alla sicurezza sarebbe stato solo un cinico gioco politico». (ua)
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