Arzachena, la minoranza in Comune: «Scuole riaperte senza test imprudente e azzardato»
di Walkiria Baldinelli
Contestata la scelta del sindaco Ragnedda Fiori e Giagoni: genitori preoccupati, serve uno screening anti-Covid preventivo
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ARZACHENA. La scelta di riaprire le scuole del paese senza aspettare di sottoporre a tampone o test sierologico, su base volontaria, insegnanti e personale non docente preoccupa la minoranza consiliare di Arzachena.
«A differenza – afferma la capogruppo di Nuova Arzachena, Maria Giagoni – di tanti sindaci che hanno organizzato attività di screening sull’intera popolazione, Roberto Ragnedda ha deciso di non rimandare l’inizio delle lezioni, creando molta apprensione fra genitori e insegnanti. Riteniamo che aprire le scuole senza eseguire i test sia stato imprudente e azzardato. Non ci convince la tesi del sindaco, cioè che i tamponi non impediscono il contagio: è noto a tutti che per evitare la diffusione del virus occorre isolare i positivi e dunque i test sono fondamentali per individuare con maggiore anticipo le possibili fonti di contagio, tant’è che molti comuni hanno attivato lo screening anche per gli studenti».
Per i consiglieri del gruppo di minoranza, non si tratta solo di assecondare le richieste dei genitori per infondere maggiore fiducia e serenità alle famiglie.
«Ma – chiarisce Dorotea Fiori – c’è soprattutto la necessità di adottare tutte le precauzioni necessarie a tutela della salute dei nostri concittadini. Purtroppo il sindaco comunica i numeri sulla diffusione del contagio nel nostro territorio solo a seguito delle sollecitazioni da parte dei cittadini o della minoranza, giustificandosi col ritardo di comunicazione da parte dell'Ats. Qualora ci fossero carenze e ritardi da parte delle altre istituzioni, è comunque dovere del sindaco intervenire con proprie iniziative. Se necessario, attingendo eventualmente alle risorse comunali».
Secondo gruppo consiliare di Nuova Arzachena, l’amministrazione comunale, per quanto riguarda la scuola, non è stata attiva come avrebbe dovuto. «Da quando – continua Giagoni è iniziata l’emergenza Covid il sindaco non ha preso alcuna iniziativa degna di nota. Se Ragnedda non voleva ritardare la ripresa delle lezioni, oltre a dare priorità ai lavori di adeguamento delle elementari di Cannigione, prima della riapertura delle scuole avrebbe potuto attivare lo screening su base volontaria servendosi di strutture convenzionate. Avrebbe evitato le polemiche e ridotto i rischi e le preoccupazioni di tutti, senza dover trasferire 110 alunni e senza dover attendere l’intervento della Assl di Olbia, impegnata anche sul fronte di tanti altri comuni, per fare i test sierologici».
Aggiunge infine Giagoni: «Non basta puntare il dito sulle altre istituzioni è necessario che l’amministrazione comunale assuma un ruolo attivo nella gestione di una situazione che al momento suscita molte preoccupazioni».
«A differenza – afferma la capogruppo di Nuova Arzachena, Maria Giagoni – di tanti sindaci che hanno organizzato attività di screening sull’intera popolazione, Roberto Ragnedda ha deciso di non rimandare l’inizio delle lezioni, creando molta apprensione fra genitori e insegnanti. Riteniamo che aprire le scuole senza eseguire i test sia stato imprudente e azzardato. Non ci convince la tesi del sindaco, cioè che i tamponi non impediscono il contagio: è noto a tutti che per evitare la diffusione del virus occorre isolare i positivi e dunque i test sono fondamentali per individuare con maggiore anticipo le possibili fonti di contagio, tant’è che molti comuni hanno attivato lo screening anche per gli studenti».
Per i consiglieri del gruppo di minoranza, non si tratta solo di assecondare le richieste dei genitori per infondere maggiore fiducia e serenità alle famiglie.
«Ma – chiarisce Dorotea Fiori – c’è soprattutto la necessità di adottare tutte le precauzioni necessarie a tutela della salute dei nostri concittadini. Purtroppo il sindaco comunica i numeri sulla diffusione del contagio nel nostro territorio solo a seguito delle sollecitazioni da parte dei cittadini o della minoranza, giustificandosi col ritardo di comunicazione da parte dell'Ats. Qualora ci fossero carenze e ritardi da parte delle altre istituzioni, è comunque dovere del sindaco intervenire con proprie iniziative. Se necessario, attingendo eventualmente alle risorse comunali».
Secondo gruppo consiliare di Nuova Arzachena, l’amministrazione comunale, per quanto riguarda la scuola, non è stata attiva come avrebbe dovuto. «Da quando – continua Giagoni è iniziata l’emergenza Covid il sindaco non ha preso alcuna iniziativa degna di nota. Se Ragnedda non voleva ritardare la ripresa delle lezioni, oltre a dare priorità ai lavori di adeguamento delle elementari di Cannigione, prima della riapertura delle scuole avrebbe potuto attivare lo screening su base volontaria servendosi di strutture convenzionate. Avrebbe evitato le polemiche e ridotto i rischi e le preoccupazioni di tutti, senza dover trasferire 110 alunni e senza dover attendere l’intervento della Assl di Olbia, impegnata anche sul fronte di tanti altri comuni, per fare i test sierologici».
Aggiunge infine Giagoni: «Non basta puntare il dito sulle altre istituzioni è necessario che l’amministrazione comunale assuma un ruolo attivo nella gestione di una situazione che al momento suscita molte preoccupazioni».
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