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Olbia

santa maria e orgosoleddu 

«Subito i lavori del Piano Mancini»

«Subito i lavori del Piano Mancini»

L’allarme del comitato di quartiere: la città è sempre a rischio

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OLBIA. Si avvicina il settimo anniversario della tragica alluvione del 18 novembre 2013 e in città si riaccende il dibattito sulla mancanza di un piano di prevenzione e contenimento del rischio idrogeologico. Per denunciare i ritardi e sollecitare l’esecuzione delle opere ora scendono in campo anche i comitati di quartiere.

«Un progetto era stato redatto subito dopo il ciclone Cleopatria – interviene il presidente del comitato Santa Maria e Orgosoleddu, Giovanni Deiana – per tutelare e garantire gli olbiesi scongiurando il rischio di un’altra tragedia. Il Piano Mancini, fu approvato dal Comune e dalla Regione e fu finanziato dal Governo con circa 120 milioni di euro. Nel 2016 a Olbia è cambiata l’amministrazione comunale e il nuovo sindaco ha proposto un nuovo progetto con un costo di circa 140 milioni». «Ora – aggiunge Deiana – senza un piano di salvaguardia idrogeologica anche lo sviluppo urbanistico e abitativo della città viene bloccato. Essendo Olbia attraversata da fiumi e rigagnoli, quindi ad alto rischio, il Comitato di quartiere chiede al Comune e alla Regione di porre fine alle lungaggini burocratiche e di procedere all’apertura del cantiere, soprattutto nei quartieri a rischio allagamenti, come Santa Maria e Orgosoleddu». «Inoltre – aggiunge il comitato – chiediamo la costruzione di ponti sul San Nicola e il drenaggio con tombini di tutta via Goldoni con il dirottamento delle acque verso il Fausto Noce, evitando così il pericolo di allagamento al quale sono sottoposti quotidianamente i cittadini di Santa Maria. Si eviterebbe così anche di perdere i fondi destinati al Piano Mancini nel caso non dovessero iniziare i lavori».

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