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Olbia, dati in ritardo e imprecisi: adesso i positivi sono 150

Serena Lullia
Olbia, dati in ritardo e imprecisi: adesso i positivi sono 150

Gli aggiornamenti trasmessi dall’Ats al Comune arrivano con il contagocce. Controlli sulle norme anti Covid: per ora solo richiami poi sarà pugno di ferro

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OLBIA. In ritardo e imprecisi. Gli aggiornamenti inviati dall’Ats al Comune sui contagi da Covid-19 arrivano con il contagocce. E l’amministrazione già sa che fotografano una situazione solo parziale dello stato di salute del territorio. I casi di persone positive non inserite nella lista inviata dal Servizio Igiene e sanità pubblica, di cui il Comune è a conoscenza, sono decine. Ma dall’inizio dell’emergenza pandemia il personale è rimasto lo stesso ed ecco che la macchina della comunicazione agli enti locali inevitabilmente si è inchiodata. L’ultimo aggiornamento sui contagi risale al 5 ottobre: 150 i positivi, la maggior parte residenti. Ma sono molti di più. Il sindaco Settimo Nizzi, nell’ultima conferenza di due settimane fa, aveva lamentato i ritardi e il mancato inserimento dei risultati dei tamponi eseguiti al Mater. I ritardi nel trasferimento alle amministrazioni dei dati sui contagi, di conseguenza rallentano le operazioni che competono ai Comuni, come l’attivazione del servizio di raccolta dei rifiuti differenziata rispetto agli altri utenti e le verifiche a domicilio.

Per quanto riguarda invece i controlli sul rispetto delle norme anti-contagio le forze dell’ordine proseguono la loro attività. Le nuove prescrizioni sull’uso obbligatorio della mascherina all’aperto, per il momento non hanno fatto registrare un aumento delle sanzioni. Ma il pugno di ferro potrebbe scattare tra qualche giorno. La motivazione la spiega il comandante della polizia locale, Giovanni Mannoni. «Per il momento stiamo controllando, sensibilizzando e invitando le persone all’uso della mascherina – spiega il numero uno dei vigili –. In linea generale i nostri concittadini rispettano la prescrizione. Noi entriamo nei negozi, nei bar, e nel momento in cui vediamo situazioni di irregolarità lo facciamo notare ricordando anche le conseguenze sanzionatorie. 400 euro non sono roba da poco». Il comandante Mannoni conferma anche in città una tendenza nazionale. Ossia che i principali allergici alle mascherine sono gli adolescenti e i ragazzi. «Difficilmente abbiamo problemi con giovani che frequentano le scuole medie – conferma Mannoni –. Spesso sono quelli che già vanno alle superiori che non sempre la indossano, oppure la portano sotto il mento dove ovviamente non serve a nulla. Per il momento ci avviciniamo, in particolare quando sono in gruppo, e li invitiamo a indossarla correttamente. Seguiremo ancora questa linea per alcuni giorni. Tendenzialmente tutte le forze dell’ordine si stanno comportando così in città. Prima di usare il pugno di ferro preferiamo spiegare e invitare al rispetto della norma. Passati questi giorni di “tolleranza” e di sensibilizzazione, in caso di violazione, scatteranno le sanzioni».

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