Sa Corroncedda, bonifiche mai fatte
La denuncia del comitato Ambiente-Salute-Legalità: «La Regione intervenga»
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OLBIA. La bonifica della maxi discarica di Sa Coroncedda è rimasta sulla carta. Spenti i riflettori, dopo 12 mesi nulla è cambiato alla periferia della città. L’intervento di rimozione dei rifiuti e bonifica è rimasto solo un impegno virtuale. Il sito è videosorvegliato e il cancello all’ingresso impedisce l’accesso. Ma tutto intorno è di nuovo il degrado. Lo denuncia in una lettera all’assessore regionale all’Ambiente il comitato Ambiente-Salute-Legalità. La presidente Rita Padre in una lunga mail prova a raccontare all’esponente della giunta Solinas la situazione di Sa Corroncedda. E chiede che fine abbiano fatti i soldi stanziati per le bonifiche. «A distanza di un anno dal nostro incontro e non avendo sino a oggi mai avuto l’opportunità di incontrare l’amministrazione comunale per manifestare le nostre rimostranze – scrive –, segnalo che non è stata ancora avviata la definitiva rimozione dei rifiuti dalla discarica illegale. Dopo 12 mesi passati ad attendere interventi e tempi di realizzazione a oggi disattesi, è legittimo chiedere notizie certe sulla spendibilità immediata dei fondi regionali destinati alla pulizia dell'area». Padre segnala cosa accada al di qua dell’area videosorvegliata dal Comune. «Prosegue senza sosta l'abbandono di rifiuti di ogni genere ai margini dei centri abitati, i lati della 4 corsie Olbia Sassari, nel tratto Olbia-Monti che meglio conosciamo, sono la nuova discarica, meta preferita dei lanciatori seriali di sacchetti e non solo – spiega la presidente –. Lungo le complanari del tratto Olbia-Enas e nei sottopassi abbondano rifiuti vari, perfino all'interno dei tombini di scolo delle acque, nelle vicinanze degli alvei dei fiumi e dei litorali marini lo scadimento dato da mini discariche abusive è ormai diventato tragico, superando qualsiasi limite di decenza. Se gli studi recenti hanno evidenziato allarmanti concentrazioni di veleni nel territorio della discarica consortile di Spiritu Santu, teoricamente ben normata, è pure valida la nostra matematica certezza che la presenza massiccia dei nuovi siti di smaltimento abusivi non solo degradi il paesaggio, ma aumenti il pericolo di inquinamento del suolo e delle acque». Il comitato chiede all’assessore che non stia a guardare di fronte a questa situazione congelata da un anno. «Le chiediamo di agire nei confronti di tutti gli enti competenti affinché questo grave problema possa essere risolto, impiegando operativamente i mesi autunnali-invernali, così da non incorrere nell’ incremento delle discariche in concomitanza con la stagione turistica 2021». (se.lu.)
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