Olbia, il Geovillage chiude i battenti
di Tiziana Simula
Cancellati eventi sportivi, convegni e prenotazioni in albergo. I legali: bisogna scongiurare nuovi debiti
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OLBIA. Il Geovillage chiude. Il colpo di grazia ai conti in rosso del mega complesso di zona industriale per il quale la Procura ha chiesto il fallimento, l’ha dato il Covid: piscina e palestra chiuse, manifestazioni a livello regionale cancellate, convegni annullati e prenotazioni in albergo disdette. Un male che si è aggiunto alla già drammatica situazione economica del Geovillage, gravata da pesanti debiti e in una condizione di concordato preventivo concessa dal tribunale, con i conti sottoposti allo stringente controllo dei commissari giudiziali. «Tenere aperto tutto il complesso in questo momento significa fare altri debiti in una situazione di concordato», spiegano gli avvocati Bruno Cuccu, Luigi Bottai e Pasquale Ramazzotti che seguono le vicende della Real Effegì srl, la società di Fabio Docche, figlio del patron Gavino, a cui il tribunale nel 2017 aveva affidato la gestione in virtù del diritto di prelazione. Gestione che prosegue tuttora, con scadenza del contratto il 31 dicembre prossimo.
Sono stati gli stessi Docche a convocare le numerose società sportive che in quelle aree si allenano, e a comunicare la chiusura degli impianti. «Ci hanno parlato di chiusura temporanea», spiegano i presidenti di alcune società.
Si chiudono i battenti, per quanto tempo non si sa. Di sicuro, lo stop è stata una doccia fredda per tutti loro che si ritrovano improvvisamente senza spazi, molti avevano anche già rinnovato gli accordi per l’utilizzo delle aree e degli impianti per la stagione 2020-2021. Un migliaio di piccoli atleti, tra scuole calcio e tennis, da lunedì non avranno le aree per allenarsi. Questo per quanto riguarda le attività collaterali. Ma in ballo ci sono ovviamente anche i posti di lavoro del mega complesso di zona industriale, circa 200 dipendenti, per i quali scatterà la cassa integrazione.
La situazione del Geovillage è molto complessa.
I legali della Real Effegì sono al lavoro per mettere in piedi il piano di rientro del debito. Qualche settimana fa, nell’udienza fallimentare – il fallimento è stato chiesto dal sostituto procuratore Luciano Tarditi nell’ambito di un’inchiesta per presunta turbativa d’asta che coinvolge i Docche, il direttore del Cipnes Aldo Carta e il curatore fallimentare Giancarlo Fenu – i giudici hanno ammesso la Real Effegì alla procedura cosiddetta in bianco che consente alla società il periodo necessario per produrre il Piano di ristrutturazione del debito. In poche parole, la società deve dimostrare di avere le risorse necessarie per poter portare avanti la gestione del Geovillage. Il 16 dicembre si terrà una nuova udienza per capire se il piano di rientro regge o meno.
Nel frattempo, però, i Docche hanno deciso di chiudere i battenti per evitare ulteriori debiti, così spiegano i loro legali. «Il piano di ristrutturazione va avanti grazie al lavoro di tutti i consulenti, in primis lo studio del dottor Luca Olivieri – dicono gli avvocati Cuccu, Bottai e Ramazzotti –. Tuttavia, sempre nella speranza di riprendere al più presto l’attività, a causa delle numerose disdette e della oggettiva impossibilità operativa dovuta all’emergenza Covid, la Real è costretta a chiudere tutti i reparti e a mettere in sicurezza il complesso turistico. Ciò al fine di scongiurare un aggravio della posizione debitoria e al fine di meglio tutelare i lavoratori».
Sono stati gli stessi Docche a convocare le numerose società sportive che in quelle aree si allenano, e a comunicare la chiusura degli impianti. «Ci hanno parlato di chiusura temporanea», spiegano i presidenti di alcune società.
Si chiudono i battenti, per quanto tempo non si sa. Di sicuro, lo stop è stata una doccia fredda per tutti loro che si ritrovano improvvisamente senza spazi, molti avevano anche già rinnovato gli accordi per l’utilizzo delle aree e degli impianti per la stagione 2020-2021. Un migliaio di piccoli atleti, tra scuole calcio e tennis, da lunedì non avranno le aree per allenarsi. Questo per quanto riguarda le attività collaterali. Ma in ballo ci sono ovviamente anche i posti di lavoro del mega complesso di zona industriale, circa 200 dipendenti, per i quali scatterà la cassa integrazione.
La situazione del Geovillage è molto complessa.
I legali della Real Effegì sono al lavoro per mettere in piedi il piano di rientro del debito. Qualche settimana fa, nell’udienza fallimentare – il fallimento è stato chiesto dal sostituto procuratore Luciano Tarditi nell’ambito di un’inchiesta per presunta turbativa d’asta che coinvolge i Docche, il direttore del Cipnes Aldo Carta e il curatore fallimentare Giancarlo Fenu – i giudici hanno ammesso la Real Effegì alla procedura cosiddetta in bianco che consente alla società il periodo necessario per produrre il Piano di ristrutturazione del debito. In poche parole, la società deve dimostrare di avere le risorse necessarie per poter portare avanti la gestione del Geovillage. Il 16 dicembre si terrà una nuova udienza per capire se il piano di rientro regge o meno.
Nel frattempo, però, i Docche hanno deciso di chiudere i battenti per evitare ulteriori debiti, così spiegano i loro legali. «Il piano di ristrutturazione va avanti grazie al lavoro di tutti i consulenti, in primis lo studio del dottor Luca Olivieri – dicono gli avvocati Cuccu, Bottai e Ramazzotti –. Tuttavia, sempre nella speranza di riprendere al più presto l’attività, a causa delle numerose disdette e della oggettiva impossibilità operativa dovuta all’emergenza Covid, la Real è costretta a chiudere tutti i reparti e a mettere in sicurezza il complesso turistico. Ciò al fine di scongiurare un aggravio della posizione debitoria e al fine di meglio tutelare i lavoratori».
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