La Nuova Sardegna

Olbia

Paziente positivo in rianimazione

di Stefania Puorro
Paziente positivo in rianimazione

È arrivato da Sassari ma non era “negativizzato”: tamponi al personale. Sos organici: dure accuse

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OLBIA. L’ultima emergenza si è verificata l’altro ieri nel reparto di rianimazione del Giovanni Paolo II. Proprio in quell’unità operativa il cui personale (soprattutto specialisti), è ridotto all’osso. E’ arrivato da Sassari un paziente dato come “negativizzato”, invece è risultato ancora positivo. Da quel momento sono stati attivati tutti i protocolli. E gli operatori entrati a contatto col paziente sono stati sottoposti a tampone per escludere un focolaio. Un’emergenza – che ha dell’assurdo : nell’emergenza. E il quadro complessivo è da sos: a Olbia lavorano solo un anestesista e un rianimatore per turno, i quali tra l’altro oltre a seguire i pazienti del reparto e a dover essere presenti durante un delicato intervento chirurgico, si devono occupare anche dei malati di Coronavirus ospitati nell’area grigia (che verrà nuovamente sistemata al primo piano. I sei posti letto sono tutti occupati e i pazienti in attesa di essere spostati in un ospedale Covid. Risultato: non si coprono tutte le esigenze e si garantiscono soltanto le urgenze. Mentre tutti gli interventi programmati vengono rinviati.

Giuseppe Meloni. Il consigliere regionale del Pd è stato il primo, ieri, a sollevare la preoccupante questione. «Dal 4 novembre - ribadisce - è presente un solo anestesista per turno nella sala operatoria che deve gestire tutte le urgenze in arrivo. Si deve inoltre occupare del pazienti Covid critici, compresi i trasferimenti verso altri ospedali sardi, nel momento in cui si dovesse liberare un posto. E alla fine sarà necessario fare delle scelte. Uno scenario, questo, rappresentato da mesi a chi guida la sanità sarda, ma nulla è stato fatto. E a nulla sono servite le interrogazioni che ho inviato negli ultimi tempi: puntualmente sono tutte rimaste lettera morta. Ora la Regione annuncia l’assunzione di nuovi medici e si spera ci sia davvero anche un numero decente di anestesisti. Ecco perché è necessario l’intervento urgente del nuovo commissario dell’Ats Massimo Temussi per porre rimedio a questa gravissima situazione che si vive da tempo, adesso in modo intollerabile, negli ospedali di Olbia, Tempio e La Maddalena».

L’Ats-Assl. «Le dichiarazioni del consigliere regionale del Pd Meloni sono molto gravi - replica l’Ats Assl di Olbia in una nota - e non fanno altro che creare allarmismo nella popolazione che tra l’altro, da mesi, sta mostrando grande senso di responsabilità non affollando i pronto soccorso di codici bianchi e verdi. Al Giovanni Paolo II sono in servizio h24 un anestesista e un rianimatore per far fronte a tutta l’attività che grava sull’ospedale che è centro di riferimento per l’intera area omogenea». Poi l’azienda ricorda che i “suoi” ospedali «non sono Covid, quindi se arriva un malato positivo nelle strutture galluresi, il personale è in grado di garantire la stabilizzazione anche con l’intubazione del paziente in difficoltà respiratoria, in attesa del trasferimento nei centri di riferimento».

Giovanni Satta. Della mancanza di anestesisti e rianimatori (“ciò avviene da ormai otto anni”) parla anche il consigliere regionale del Psd’Az. «Ho chiesto subito al direttore della Assl Paolo Tauro di inviare all’assessore Nieddu e al commissario straordinario dell’Ats Massimo Temussi una richiesta dettagliata su tutte quelle che sono le necessità e ho chiesto direttamente a loro di provvedere immediatamente». Satta si rivolge poi a Giuseppe Meloni, «nei confronti del quale nutro grande stima. Nessuno, però, ha chiesto di fare un monumento a chi oggi affronta l’emergenza, ma non possiamo essere noi ad allarmare la gente soprattutto se si rappresenta una parte politica che per cinque anni ha affossato la sanità gallurese senza fare un’assunzione».

I consiglieri comunali Pd. I consiglieri comunali del Pd di Olbia condividono in pieno «la situazione palesata da Giuseppe Meloni, denunciata più volte dalla minoranza e non più sostenibile e inaccettabile. Il vano tentativo dell’Ats, della Assl di Olbia e dei consiglieri di maggioranza di difendere l’indifendibile, con vergognosi attacchi di natura meramente politica nei confronti del consigliere Meloni, non offuscheranno il giudizio dei cittadini che ogni giorno purtroppo toccano con mano i disservizi del nostro ospedale. Ad oggi diverse attività ambulatoriali risultano sospese e gli interventi programmati risultano sospesi. Auspichiamo, perciò, che il sindaco Nizzi si attivi subito. In Sardegna, medici infermieri e operatori 118, ogni giorno, con estremo sacrificio, tentano di dare risposte e assistenza in condizioni difficili, ma questo non basta. Abbiamo il dovere di dar loro gli strumenti necessari affinchè anche la sanità ordinaria possa ripartire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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