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Troppi prelievi di Stato sull’Imu, Loiri dice basta

Troppi prelievi di Stato sull’Imu, Loiri dice basta

Nel 2019 il 53% dell’imposta sugli immobili è andata a Roma. Il sindaco Lai. «Parametri da rivedere»

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LOIRI PORTO SAN PAOLO. Solidale ma con equità. Il Comune chiede che i parametri del Fondo di solidarietà vengano rivisti e sia ridotto il prelievo che lo Stato fa ogni anno dalle tasche dell’ente. Due numeri possono essere utili per capire la battaglia. Nel 2019 lo Stato ha voluto 1milione 750mila euro di Imu. Sul totale delle risorse che l’ente ha riscosso dalle seconde case, il 53% ha preso la strada di Roma. Dal 2013 a oggi su un totale di 22 milioni di euro di imposta sugli immobili pagata dai cittadini, 12 milioni e 256mila euro sono andati al Fondo di solidarietà. Ossia il 54,68%. «Sia chiaro che noi chiediamo la ridefinizione delle percentuali senza tagliare gli aiuti ai comuni dell’interno che di questo Fondo beneficiano – precisa il sindaco Francesco Lai –. Ma anche lo Stato deve contribuire, non solo gli enti locali. Noi siamo disponibili a mantenere un valore non superiore al 25% delle entrate Imu. Il resto è giusto che lo metta lo Stato. È evidente che i parametri che impongono questi prelievi non tengono conto dell’evoluzione della spesa in un territorio in costante crescita e della sua peculiarità. Il paradosso è che noi siamo un comune costiero e quindi contribuiamo al Fondo di solidarietà. Siamo anche un comune dell’interno ma non beneficiamo di alcuna risorsa del Fondo». Inevitabile poi il confronto con altri comuni dirimpettai completamente costieri. «Rispetto ad altri territori ben più popolosi e omogenei subiamo prelievi di denaro di gran lunga superiori. Una disparità di trattamento ai danni del nostro comune in termini di concorso complessivo alle politiche di finanza pubblica che si traduce in una difficoltà dell’ente ad assicurare in modo ottimale i servizi al cittadino», aggiunge Lai. Un enorme prelievo di denaro da parte dello Stato che ha anche delle conseguenze pratiche. «Questo significativo e iniquo sacrificio costituisce uno dei fattori che hanno determinato negli ultimi anni un deficit di liquidità», si legge nella delibera approvata all’unanimità dal Consiglio comunale. Loiri Porto San Paolo ha inoltre subito dal 2013 un taglio lineare di 224 mila euro nell’ambito della spending review. Non ha mai istituito la Tasi per non pesare sulle tasche dei cittadini, ma i comuni che invece la applicarono oggi ricevono delle somme di compensazione per quel mancato introito.

Da qui la richiesta «di determinare una soglia di solidarietà non superiore al 25% del gettito come quota di alimentazione del Fondo» Ossia la metà rispetto a oggi. La proposta di Loiri, destinata a fare proseliti tra altri comuni sardi è stata inviata alla Presidenza del Consiglio, alla Conferenza stato città e autonomie locali, ai comuni dell’Unione Riviera di Gallura, alla giunta regionale e all’Anci. Nel resto d’Italia corre parallela la stessa battaglia guidata dal comune di Peschiera de Garda. (se.lu.)

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