Il gruppo Roberto Siro: «La morte all’ospedale tristemente prevista»
LA MADDALENA. Non si fermano le reazioni dei comitati in difesa dei cittadini per quanto accaduto venerdì scorso al Pronto soccorso. La morte di una anziana paziente positiva al Covid e l’attesa di...
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LA MADDALENA. Non si fermano le reazioni dei comitati in difesa dei cittadini per quanto accaduto venerdì scorso al Pronto soccorso. La morte di una anziana paziente positiva al Covid e l’attesa di 24 ore di altri due maddalenini rimasti “parcheggiati” 24 ore al Paolo Merlo hanno inevitabilmente generato rabbia e preoccupazione. Il sindaco Fabio Lai è ancora in attesa di una risposta dall'assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu. A Cagliari il primo cittadino ha chiesto di potenziare il servizio Usca (Unità Speciali di Continuità assistenziale), tramite l’assegnazione di altri medici e infermieri per incrementare l’assistenza domiciliare dei pazienti positivi al Covid. E che il trasferimento immediato dei pazienti dal Paolo Merlo negli ospedali attrezzati sia a carico di questi presidi. In sostanza chiede che vengano impiegati il loro personale e i loro mezzi di trasporto. «La sanità isolana tocca il fondo – afferma il responsabile del Comitato per la difesa dei diritti dei cittadini “Roberto Siro”, Antonio Garau –. Con la morte della paziente positiva al Covid-19 purtroppo si è verificato quanto avevamo previsto. Cioè il problema del trasferimento dei pazienti positivi nelle strutture attrezzate. Gli ospedali più grandi sono saturi. Non è tollerabile che tre persone, come è successo alMerlo, debbano stare in una lettiga di un Pronto soccorso ad aspettare un letto in altre zone». Aggiunge Garau: «Non è possibile che questo ospedale vada avanti solo con la forza di volontà e preparazione dei pochi sanitari rimasti. Bisogna intervenire subito e potenziare il Pronto soccorso, oggi in sofferenza non solo per la mancanza di sanitari, ma anche per l'arrivo di molti pazienti che necessitano di cure». Garau evidenzia che il comitato ha scritto più volte sia all’assessore regionale Nieddu, che al direttore della Assl di Olbia, Tauro. «Nulla di fatto – conclude -, sembra che il Paolo Merlo per loro non esista. Chiediamo loro, tra l’altro, di attuare due interventi. Uno come già ribadito riguarda il problema del Pronto soccorso; l’altro le condizioni del personale che arriva da fuori per fare i turni di diagnostica, costretto a lavora in luoghi inidonei, come in un accampamento». (w.b.)
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