La Nuova Sardegna

Olbia

IN VIA CANOVA  

Pacchi di viveri e piatti d’asporto anche la mensa segue le regole

Pacchi di viveri e piatti d’asporto anche la mensa segue le regole

OLBIA. Ogni anno la mensa dei poveri di via Canova distribuisce almeno 25mila pasti caldi. Quest’anno si supereranno i trentamila. Perché anche attorno ai tavoli preparati con amore e sensibilità dal...

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Ogni anno la mensa dei poveri di via Canova distribuisce almeno 25mila pasti caldi. Quest’anno si supereranno i trentamila. Perché anche attorno ai tavoli preparati con amore e sensibilità dal gruppo di volontariato vincenziano, si siedono sempre più persone.

Ma da quando è scoppiata la pandemia, anche nella sede della mensa tutto è cambiato. E’ rimasta invece immutata la missione di chi vi opera. «All’inizio dell’emergenza - racconta la presidente Silvana Leoni - abbiamo deciso di tenere aperta la mensa garantendo il distanziamento. Ma si metteva a repentaglio la salute dei volontari e così si è deciso di optare per l’asporto. Continuiamo quindi a preparare le buste con un primo, un secondo e un contorno e tutti coloro che ne hanno bisogno vengono a ritirare il pasto o il pacco con la spesa. Garantiamo poi anche il servizio a domicilio perché sono davvero tanti coloro che non possono muoversi da casa. In questo drammatico momento ci siamo resi conto di come la situazione sia degenerata: le persone e le famiglie, molte delle quali disgregate, che avevano chiuso le attività e che avevano già chiesto il nostro aiuto, non si sono mai riprese e in questa seconda ondata della pandemia si sono ritrovate senza un soldo. Sono più di cinquanta le famiglie, anche numerose, che riusciamo a seguire, ma il numero dei bisognosi è notevolmente più alto. E quindi molti li indirizziamo alla Caritas, perché la rete funziona davvero e tutti insieme facciamo in modo nessuno venga dimenticato».

Proprio per questo il gruppo di volontariato vincenziano non trascura neppure agli ospiti del vicino dormitorio, gestito dalla Caritas.

«E tutti, anche se i posti letto sono diminuiti, continuano a presentarsi ogni giorno a ritirare il pranzo. Adesso, però - chiude Silvana Leoni -, con il freddo in arrivo la preoccupazione cresce. E stiamo pensando, come avevamo già fatto in precedenza, di sistemare all’esterno del piazzale un bagno chimico e di installare una copertura sotto la quale i senza tetto potranno ripararsi soprattutto nelle giornate di pioggia». (s.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative