La Nuova Sardegna

Olbia

L’artista che dipinge il mondo di blu e azzurro

di Paolo Ardovino
L’artista che dipinge il mondo di blu e azzurro

A due passi da San Simplicio, Massimo Deiana allestisce ogni giorno il suo atelier all’aperto

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OLBIA. «Ah sei qui per l’intervista? Aspetta che metto bene i quadri». È passato da poco mezzogiorno e come ogni mattina Massimo Deiana, panama in testa, è a due passi dalla basilica di San Simplicio, proprio sotto la scalinata. Lui e i suoi dipinti. Il pittore è ormai volto noto in città, negli ultimi anni era abitudine d'estate vedere le sue opere esposte nella tipica passeggiata del corso, nella piazzetta Dionigi Panedda alle spalle della biblioteca. Stavolta, un po’ per l’assenza di grandi affollamenti di turisti, un po’ per avere uno spazio più ampio, ha optato per una zona nevralgica del traffico olbiese. E lì, tra i clacson e la voce robotica della stazione ferroviaria, Massimo allestisce quotidianamente la sua mostra. Le tonalità di blu e azzurro si ripetono in tutte le tele, ora quadrate, ora rettangolari, lunghe, strette, con paesaggi costieri. Anche senza particolari doti di critica pittorica, tra le protagoniste c'è una lunga tela che da sinistra verso destra parte col buio e termina col cielo chiaro. «Si riferisce – spiega l’artista – a una scena che vidi realmente davanti ai miei occhi. Uscivo dalla Costa Smeralda e, girando da una parte all’altra lo sguardo, avevo sia la notte che l’alba. In tutti questi dipinti ci sono i nostri paesaggi e i colori della Sardegna proposti con più stili». Tra le nuove opere, a metà tra cielo e mare si stagliano spartiti e note musicali: «Ecco, questo è a Volare di Modugno. Lì invece Rena Bianca, lì ancora Pittulongu», indica Massimo Deiana. Più o meno da agosto, ogni mattina sistema cavalletti e viti e appende i suoi quadri, fino a poco tempo fa sino al tardo pomeriggio, ora viste le chiusure e le giornate più corte solo sino a ora di pranzo. Ed è stato adottato dal comitato del quartiere, che sul gruppo Facebook non manca di menzionarlo. Dà colore alla città e, anche se è tempo di crisi e le opere vendute sono davvero poche. «Gli elogi che arrivano dalla gente che passa mi riempiono davvero di soddisfazione – dice il pittore –. Io dipingo in primis per me. Sono quadri che piacciono a me. Ma fa piacere sentire commenti positivi da altri». Poi c’è lo sguardo al futuro: «Penso alle nuove generazioni, mi farebbe piacere creare interesse nell’arte e far avvicinare qualche giovane alla pittura». Finite le parole, si mette in posa. Una sistemata al cappello. «Cheese!».

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