In palestra all’aria aperta il fitness è a prova di Covid

Al parco, in spiaggia o in strada, sono migliaia gli irriducibili dell’attività fisica Gli istruttori: «Sfruttiamo le belle giornate di sole, ma gli allievi sono di meno»

OLBIA. A pensarci bene è un curioso paradosso. Durante la scorsa calda primavera, palestre e corsi si erano dovuti spostare dentro le mura di casa, attraverso lo schermo. Oggi, invece, dopo l'ultimo decreto Covid, ormai tutte le palestre si sono organizzate con allenamenti all'aria aperta nonostante il calendario dica autunno pieno. Il tempo sembra essere ancora clemente e concede giornate di sole. E loro, istruttori e allievi, resistono come un piccolo esercito di irriducibili (i praticanti sono migliaia). Vogliono continuare a tenersi attivi.

Dentro la città. Il parco Fausto Noce forse poche altre volte prima aveva visto un afflusso consistente come quello delle ultime settimane. I gruppi si ritrovano specie nel largo spiazzo sotto ai gradoni, accanto al tc Terranova (sport come il tennis, a proposito, sono ancora praticabili nelle strutture). I prati e gli attrezzi disseminati per il parco vengono utilizzati soprattutto da persone che si allenano in maniera individuale. Da soli o in coppia. Qualcuno porta con sé il proprio personal trainer. Ma non è difficile catturare piccoli scorci di città diventati spazi dove praticare sport ed esercizi. Lungo viale Isola Bianca o alla Marina di Olbia tante persone optano per la corsa o la camminata a passo svelto. Non mancano i gruppi che hanno trasformato in palestra anche semplici vie chiuse o periferiche.

Attività organizzate. Tutte le palestre in qualche modo stanno continuando a offrire, seppur in maniera ridotta, i loro servizi. Chi solo via streaming, chi a domicilio, chi in spazi all’aperto. Come spiega Maria Forteleoni dell’associazione Kinarmonia. «Ho riattivato la struttura alla spiaggia dello Squalo – racconta –, fino a quando sole e dpcm ce lo permettono, continuiamo così a fare pilates. Fino ad ora è andata benissimo, non riesco a organizzare turni serali ma non mi lamento. E le persone apprezzano poter lavorare ancora all’aria aperta». L’attività si è almeno dimezzata, se non di più. Luciano De Candia, istruttore della Planet fitness, dice di essere passato dalle «200 o 300 persone che abitualmente entravano in palestra ogni giorno a circa 70-80». Anche loro sono riusciti però a non interrompere: «sfruttiamo le belle giornate e uno spazio verde al di fuori. Facciamo prevalentemente attività a circuito, funzionale, il pilates, fitness musicale come zumba o trx – così Luciano –. Iniziamo dalle 9 di mattina e l’ultimo turno è alle 17».

Alcuni sport. Alcuni esercizi si prestano bene, ma la situazione è più difficile per sport specifici e di contatto. Lo conferma Gabriele Manunta, maestro istruttore della palestra Dm team. «Abbiamo deciso di non continuare con i gruppi, anche perché praticano diversi bambini e sarebbe un problema a certi orari e col freddo. E al parco – spiega – in questo momento c’è tanta gente. Continuo con allenamenti personali con chi ha un giardino o spazi ampi, una o due persone al massimo». Le attività sono kick boxing, mma (acronimo di mixed martial arts) e funzionale. «Mentre per il funzionale – dice – è sufficiente una cassa musicale e rispettare la distanza, per l’mma si lavora solo coi bersagli e senza il contatto diretto».

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