Violenza sulle donne, con la pandemia crescono le richieste d'aiuto
Il lockdown ha portato a un aumento dei casi anche in Sardegna. Prospettiva donna: "L'impegno è a 360 gradi: sostegno psicologico ma anche economico e accoglienza in sicurezza nelle case protette delle donne sempre sottoposte a tampone"
OLBIA. Un’emergenza nell’emergenza. “Perché le donne che subiscono violenza, in tempo di pandemia, si ritrovano esposte a un rischio maggiore. Una permanenza forzata in casa con colui che agisce con violenza e non lascia loro la possibilità di chiedere aiuto”.
Le parole di Prospettiva Donna rimbombano ancora più forte nella giornata contro la violenza sulle donne. Il centro guidato da Patrizia Desole, anche in questo periodo così delicato è stato sempre in prima linea ma si è trovato di fronte, appunto, a un’emergenza nell’emergenza.
Se nel 2019 i due centri (Olbia e Oristano) hanno ospitato 418 donne, nel 2020 le richieste di aiuto sono aumentate, proprio perché molte donne sono state costrette a convivere con chi le maltratta. «E questo è l’aspetto più complesso e pericoloso, perché la maggior parte delle donne vittime di violenza non lavorano e quindi, durante il lockdown, non hanno avuto nemmeno la possibilità di uscire da casa - ha detto Patrizia Desole -. Come centro antiviolenza ci siamo dovute riorganizzare per garantire comunque un sostegno a tutte coloro che ne avevano bisogno: nessuna doveva restare sola. Ad alcune, in particolari difficoltà economiche, abbiamo garantito un aiuto maggiore ed è stato fondamentale il lavoro in rete con gli enti pubblici e il privato sociale, senza dimenticare la sinergia con le forze dell’ordine. E’ stato poi importante avere a disposizione delle strutture, grazie alla Prefettura e alla Assl, per accogliere le donne e sottoporle al tampone: 15 le donne e 13 i bambini inseriti in totale sicurezza nella casa rifugio di Olbia durante il lockdown».
Ma se è stato difficile concretizzare le tante iniziative di sensibilizzazione, l’attività di Prospettiva donna non si è comunque fermata «con l’auspicio che da questa terribile esperienza collettiva, si possa arrivare a una svolta radicale a misura di donna. E proprio in quest’ottica di cambiamento - prosegue la Desole -, abbiamo organizzato un seminario formativo online sul tema “Prostituzione, una violenza senza tempo”. «Una violenza permanente, tollerata, istituzionalizzata e in alcuni paesi persino tassata - chiude la Desole -. Ma per noi è solo una schiavitù legalizzata».
L’incontro aperto da Simonetta Lai e Carmen Murru, assessore alle Politiche Sociali dei comuni di Olbia e Oristano e con la patecipazione di Vittoria Tola, dell’Udi Nazionale e Paola Lazzarini, presidente di Donne per la Chiesa e componente delle Acli di Oristano. Speranza Piredda e Giusy Piccone, della Rete delle Donne di Alghero, leggeranno alcuni brani tratti dall’opera di Alda Merini. Parteciperanno anche Francesca Marras, operatrice del Centro antiviolenza Donna Eleonora di Oristano e Giuliana Angotzi, del direttivo di Prospettiva Donna. Attese le relazioni di Daniela Masia, presidente delle Acli provinciali di Oristano; Gian Lorenzo Addis, insegnante del Liceo Mossa presenta i lavori svolti dagli studenti e Maria Delogu, docente dell’Istituto Benedetto Croce di Oristano. (s.p.)
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