Grendi non rinuncia: per la nostra nave oggi è Golfo Aranci la soluzione migliore

L’ad Antonio Musso: «Il molo Cocciani a Olbia è un’opzione, ma non ora». «La nostra attività non è certo incompatibile con il turismo»

OLBIA. «Abbiamo scelto Golfo Aranci perché è un porto meno trafficato rispetto ad Olbia, riteniamo la nostra presenza, per i volumi della linea, compatibile con l’infrastruttura esistente e la viabilità». Antonio Musso, amministratore delegato del gruppo Grendi, mantiene aperto il dialogo con il Comune di Golfo Aranci, contrario all’approdo della nave che da gennaio farà scalo da Marina di Carrara, in direzione Cagliari. Il Gruppo Grendi ha depositato un’istanza per il rilascio di un’autorizzazione per l’esercizio delle operazioni portuali per conto terzi, approvata dall’Autorità portuale. C’è poi un’istanza di concessione demaniale marittima per poter operare nel porto di Golfo Aranci. Il via libera è praticamente scontato, non fosse per la ferma opposizione del sindaco e di tutto il consiglio comunale. L’amministrazione ritiene l’approdo della nave Grendi incompatibile con la vocazione turistica della cittadina, che vede nel suo futuro navi da crociera e un porto turistico per maxi yacht.

Lo sbarco. «I volumi del nostro gruppo stanno crescendo e abbiamo deciso di puntare su Olbia, dove abbiamo aperto una filiale di distribuzione – spiega Antonio Musso –. Inizialmente pensavamo ad una attività stagionale, poi ci siamo resi conto che i volumi crescevano e abbiamo deciso di rimanere per 6 anni con un progetto di più lunga durata». La scelta di Golfo Aranci è sembrata quella ottimale per la nave che partendo da Marina di Carrara fa quello che tecnicamente si chiama uno “stop-over”, prima di ripartire per Cagliari, la sua destinazione finale. «Il progetto prevede di iniziare a scalare il porto di Golfo Aranci con 3 toccate alla settimana, per poi incrementare a 4 con l’aumento dei volumi – spiega l’ad di Grendi –. Siamo convinti che il nostro servizio non sia incompatibile con lo sviluppo turistico, crediamo sia sbagliato ipotecare il futuro, soprattutto rinunciando a un investimento presente per navi da crociera che non sono nemmeno il futuro prossimo».

Il Molo Cocciani. Musso ha proposto al sindaco di Golfo Aranci, Mario Mulas, un monitoraggio costante dei volumi di traffico. Anche perché Grendi garantisce che se i volumi aumenteranno, Golfo Aranci non sarà più compatibile. Così, in caso dell’arrivo di una nave Grendi dedicata, non più solo diretta a Cagliari, si farebbe strada l’ipotesi di una concessione demaniale nel Molo Cocciani al porto industriale di Olbia. «Potrebbe essere un’opzione, anche se adesso è prematuro parlarne – sottolinea Musso -. In questa fase e con questi volumi, Golfo Aranci garantisce spazi e libertà di accosto maggiori rispetto a Olbia. Nel caso futuro di una nave dedicata, comunque, Olbia non sarebbe l’unica opzione. Se poi la Port Authority ci prospettasse la soluzione dello scalo di Olbia alle stesse condizioni di Golfo Aranci, noi la valuteremmo con attenzione».

L’area portuale. «Non trattandosi di un servizio dedicato, i volumi previsti, sia per disponibilità di spazio a bordo che per la presenza attuale su questo mercato, saranno abbastanza limitati – conferma l’amministratore delegato del Gruppo Grendi –. Questi volumi sono in parte semi-rimorchi e in parte contenitori movimentati a bordo e a terra tramite il sistema innovativo delle cassette e translifter. Abbiamo richiesto la concessione demaniale a Golfo Aranci su un’area di 7 mila metri quadrati e ipotizziamo una movimentazione di circa 15 trailer e 10 camion al giorno, numero compatibile con qualsiasi viabilità. Attualmente Sardinia Ferries sbarca tra i 40 e i 50 camion al giorno e tutti contemporaneamente. I nostri sarebbero distribuiti lungo tutto il corso della giornata».

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