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Olbia

Si installano le luminarie: è polemica

di Angelo Mavuli
Si installano le luminarie: è polemica

La minoranza contraria: «I soldi stanziati potevano essere dati alle famiglie»

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TEMPIO. L’avvio del posizionamento nel centro storico delle luminarie natalizie, oggetto di opposizione durante l’ultimo consiglio comunale, sia di Nicola Comerci, capogruppo di Tempio Cambia che di Alessandra Amic, capogruppo di Alternativa Popolare, ha indotto Nicola Comerci a tornare sull’argomento.

«La questione delle luminarie natalizie trattata in aula è un tema che sta facendo discutere molto la città e che deve essere affrontato senza presupposti demagogici. In un periodo di difficoltà come quello che da lungo tempo viviamo - afferma Comerci -, la cifra di 45mila euro per una iniziativa ludica che ora non possiamo permetterci, sarebbe dovuta essere impiegata, invece, come ristoro alle famiglie. Se poi, come qualcuno afferma, l’iniziativa ha lo scopo di aiutare i commercianti, sarebbe stato sicuramente meglio che l’amministrazione comunale avesse generato, ad esempio, 45mila euro di buoni acquisto da spendere tassativamente nelle attività commerciali cittadine a seguito di un bando specifico, come peraltro è già avvenuto alcuni mesi or sono».

Nicola Comerci nelle sue osservazioni si spinge anche oltre. «Per questa iniziativa - aggiunge - la giunta ha stanziato 45mila euro. La stessa identica cifra stanziata negli anni trascorsi, per addobbi ed eventi natalizi. Ma se quest’anno gli eventi non si possono svolgere - si chiede Comerci -, a quale scopo è stata stanziata l’identica somma degli altri anni? Lo scopo delle luminarie è alleggerire il clima e donare un po’ di spensieratezza, come se ci trovassimo in una situazione normale. Questo è pericoloso, perché si sta tentando di far apparire normale una situazione che normale non è. Il rischio è che una falsa normalizzazione induca la gente ad abbassare la guardia e a distrarre l’attenzione rispetto a ciò che stiamo vivendo. Compito etico, prima che politico di una amministrazione è quello di fare di tutto per responsabilizzare il cittadino, non veicolare messaggi di una “attenuazione” epidemica che non c’è. Questo non è permesso. Una maggiore sobrietà sarebbe stata un concreto segnale di vicinanza a coloro che stanno soffrendo. La politica per prima - conclude il capogruppo Comerci - deve indirizzare i comportamenti e non addobbare la città come se nulla stesse accadendo».

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