La Nuova Sardegna

Olbia

La rassegna dell’editoria non si sposta dalla Gallura

di Giuseppe Pulina
La rassegna dell’editoria non si sposta dalla Gallura

Per il secondo anno di fila la mostra regionale del libro si svolgerà in città Assessorato alla Cultura e Aes al lavoro, edizione speciale a causa del Covid

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TEMPIO. Visti i tempi che corrono, il titolo non poteva non essere più benaugurale e incoraggiante di quello che è stato scelto. “Futuro prossimo”, s’intitola così la nuova rassegna regionale dell’editoria che, per il secondo anno consecutivo, sarà ospitata a Tempio. L’assessorato comunale alla Cultura e l’Aes, l’Associazione degli Editori Sardi, stanno lavorando duro in questi giorni per realizzare il progetto che si avvale di un contributo della Regione.

La formula non potrà essere quella della precedente edizione, e molte delle proposte della rassegna, forse non tutte, saranno realizzate online. Per Monica Liguori, assessora alla Cultura, sarà, comunque un’edizione speciale, anche perché fondamentale sarà il ruolo delle scuole cittadine. Sarà anche la conclusione di un iter che ha avuto una lunga gestazione. «Il progetto nasce dalla sensibilità dell'assessore regionale Andrea Biancareddu, che, fin da febbraio, ha deliberato di intervenire in favore dell'editoria e della divulgazione della cultura del nostro territorio. Passata la grave fase del lockdown che ha rallentato l’operatività di ogni progetto, tra luglio e agosto si è perfezionata la procedura (con fondi regionali per 20mila euro e 5mila comunali) che ha individuato Tempio come uno dei luoghi in Sardegna».

Nasce così l’idea di “Futuro prossimo”, progetto che coinvolge a pieno titolo l’Aes e la sua presidente Simonetta Castia. «Il futuro prossimo dell’oggi e del domani - dichiara Castia - si può avverare solograzie a forme di condivisione partecipata dei saperi, nelle loro variegate declinazioni espressive. Da questo punto di vista il progetto in atto permetterà alle scuole e al pubblico del territorio di avvicinarsi consapevolmente al mondo dell’editoria sarda, esplorandolo attraverso molteplici e potenziali formati del libro. Testo, immagine e suono disegnano la cornice semantica e formale di questo speciale progetto educativo a distanza dedicato alla rinascita della comunità». Il buon esito del progetto, di cui devono essere definiti meglio i tempi, dipenderà molto dal grado di coinvolgimento delle scuole. Un rischio che, secondo la Liguori, vale la pena correre. «Portare avanti un evento culturale di tal fatta, soprattutto in giorni come i presenti, è fondamentale perché ricorda alle giovani generazioni che abbiamo una gloriosa cultura sarda da curare e portare avanti, e questo è un segnale di speranza perché aiuta a pensare che il futuro esiste e che i ragazzi e gli adulti hanno il dovere morale di costruirlo anche, e forse soprattutto, ora».

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