La Nuova Sardegna

Olbia

Pupazzetto e bossoli contro Bardanzellu

di Stefania Puorro
Pupazzetto e bossoli contro Bardanzellu

L’ex consigliere regionale Pdl ha trovato il fantoccio nel suo distributore di benzina. La polizia denuncia il responsabile

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. «Se non è stata una bravata, si è trattato di un errore di persona. Ma escludo in modo assoluto di poter essere nel mirino di qualcuno». Gianfranco Bardanzellu, ex consigliere regionale del Pdl, ex consigliere comunale di An ed ex vice sindaco, non riesce a spiegarsi il grave atto intimidatorio stile vudù di cui è rimasto vittima un mese fa e di cui si è saputo solo ieri. Un macabro avvertimento sotto forma di un pupazzetto con i baffi, somigliante a Bardanzellu, avvolto in un guinzaglio per cani e con tre bossoli di cartucce per fucile calibro 12: tutto lasciato su una colonnina delle pompe di benzina del suo distributore di carburante della zona industriale. L’autore, senza precedenti, è stato individuato qualche giorno fa dalla squadra investigativa del commissariato, guidato dal vice questore Fabio Scanu, dopo lunghe indagini. È un quarantenne del Nuorese, denunciato per “minaccia e porto ingiustificato in luogo pubblico di armi, parti di esse o munizioni”.

Le telecamere. Il responsabile, probabilmente, non si è reso conto che il distributore di carburante fosse dotato di un impianto di videosorveglianza. Ha parcheggiato l’auto a poca distanza e poi, a piedi, si è diretto in piena notte verso una colonnina di rifornimento e qui ha lasciato il pupazzetto e le munizioni. Una telecamera, però, era proprio puntata su di lui e nelle immagini è apparso chiarissimo il volto. Quando Gianfranco Bardanzellu il mattino dopo - attorno alle 7 - è andato a controllare il distributore, ha trovato la “sorpresa”. E ha immediatamente avvisato la polizia dichiarando subito di non avere mai ricevuto minacce e di non riuscire a capire il motivo di un simile gesto.

Le indagini. La squadra anticrimine del commissariato, a cui sono state consegnate tutte le immagini registrate, si è messa al lavoro e sono stati così ricostruiti tutti i movimenti del malvivente «che, probabilmente - si legge in una nota diffusa dalla Questura - ha messo in atto il grave avvertimento, convinto di agire senza essere visto da nessuno. Solo dopo una serie di controlli incrociati e grazie all’utilizzo di sofisticati software utili al riconoscimento facciale delle persone è stato possibile identificare l’autore». Si è così scoperto che l’uomo non aveva nessun precedente giudiziario: è stato raggiunto nella sua abitazione e a quel punto è scatta la denuncia.

La reazione. Gianfranco Bardanzellu è dunque convinto che si sia trattato di uno sbaglio e di una ragazzata. Ed esclude un collegamento con le grosse polemiche esplose una decina di anni fa dopo una sua affermazione sui cani randagi: “Andrebbero inceneriti”, disse. Ma subito dopo, proprio perché si scatenò un polverone, ribadì più volte che si trattava soltanto di una provocazione. «Innanzitutto - dice Bardanzellu - non credo assolutamente che questo fatto possa essere legato a un episodio che risale a dieci anni fa, e poi per dare ancora più valore a quella che era stata solo una provocazione, sottolineo il mio grande amore per i cani. Sono un cacciatore e non mi muovo mai senza i miei cani. Ne ho cinque e fanno parte della famiglia: non solo compro cinque tipi di mangimi differenti, ma le loro sono cucce coibentate proprio per farli stare bene in tutte le stagioni. Aggiungo anche che il mio cane più vecchio, che ha 13 anni e che ogni tanto si perde, è dotato di un collare (come fosse un gps) che mi consente di trovarlo ogni volta che si allontana. Beh, credo proprio che questo significhi voler bene agli animali. Per quanto riguarda la mia vita lavorativa, sono un imprenditore onesto e anche super controllato, come è giusto. Per cui credo proprio che chi ha lasciato quel pupazzetto al mio distributore, abbia sbagliato persona».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative