Olbia, la Marina di Portisco è in vendita

Invitalia ci riprova: scade il bando per presentare le offerte, in campo i colossi del settore

OLBIA. Tra un tampone e una mascherina Ffp2 il super commissario Domenico Arcuri, presidente di Invitalia, ha rimesso in vendita la Marina di Portisco, eccellenza della nautica gallurese e ultimo approdo turistico rimasto nel portafoglio dell’agenzia per lo sviluppo d’impresa gestita dal ministero del Tesoro. Sulla vendita-lampo, come già era accaduto in passato, vige la regola ferrea del silenzio assoluto. A cominciare dal prezzo di vendita o dalla base di offerta. È certo però che il bando di gara, pubblicato appena lo scorso novembre, scade oggi (mercoledì 16) e che, salvo sorprese, dovrebbero essere tra sei e otto le offerte di acquisto. In campo i colossi della governance dei porti turistici nel mondo, ma anche imprenditori locali già operativi nel settore della nautica da diporto.



Non è la prima volta che Invitalia cerca di vendere la Marina di Portisco spa. Il porto fa gola, è un gioiello di efficienza e funzionalità, perfettamente attrezzato con 589 posti barca fino a 90 metri (215 sono praticamente di proprietà) e una vocazione consolidata al charter, che ne fa uno degli approdi di riferimento nel Mediterraneo. In più, di recente Portisco ha ottenuto il rinnovo della concessione demaniale sino al 2049 che significa un notevole valore aggiunto per chi acquista.

Nel 2015 però il primo tentativo di vendita fu un fiasco clamoroso: Invitalia “dimenticò” di inserire nel bando il prezzo minimo da offrire, riservandosi di non aggiudicare l’asset, come poi fece. Allora la migliore offerta (circa 8 milioni di euro) fu quella presentata da Renato Marconi, patron di Marinedì, oggi l’unica rete strutturata italiana di porti turistici. Invitalia aveva giudicato l’offerta insufficiente e Marconi per tutta risposta si era rivolto al tribunale. Un contenzioso che pesa anche sulla nuova vendita perché (nel caso di vittoria di Marconi) chi compra potrebbe ritrovarsi tra le mani una controversia giudiziaria.

Nonostante queste incertezze, Invitalia ora ci riprova, ma sempre senza indicare il prezzo minimo di vendita. Le offerte questa volta sono di più: almeno 6, forse 8. Di sicuro questa volta non è in corsa Renato Marconi, che è già in causa con Invitalia per la gara precedente. Silenzio assoluto sui nomi dei possibili acquirenti, anche perché tutte le trattative sono state svlte da mediatori, brooker o advisor. Le indiscrezioni di corridoio parlano di grandi operatori internazionali della portualità turistica, fondi di investimento esteri, cordate di imprenditori locali.

Come previsto nel bando, se anche questa volta Invitalia non dovesse giudicare l’offerta adeguata potrebbe sempre decidere di tenersi ancora Marina di Portisco che resta sempre il fiore all’occhiello della portualità turistica gallurese con il record di presenze in banchina. Marina di Portisco, infatti, è piena tutto l’anno per oltre il 70% dei posti barca disponibili e vanta una ottima reputazione nella scena internazionale, grazie anche al fatto di essere la porta di ingresso al paradiso della Costa Smeralda.

Tante incognite, dunque, e scenari futuri tutti da decifrare. In base a chi acquisterà Portisco nessuno può dire con certezza se resteranno in banchina le 120 barche a vela di 6 società sarde che le affittano a turisti prevalentemente stranieri. Sono tante, addirittura più del 10% delle barche che si affittano professionalmente in italia e danno lavoro ad oltre 40 persone. Bisogna poi tenere conto delle mosse degli altri player del grande gioco della nautica da diporto. È il caso del Qatar e di Igy, la società americana cui Smeralda holding ha affidato da qualche anno la gestione della marina di Porto Cervo, prestigiosa ma quasi vuota per 8 mesi all’anno. E poi il gruppo Zuncheddu con la Marina di Olbia e il gruppo Pulcini che controlla Poltu Quatu. Oppure la famiglia Molinas che oltre a Porto Rotondo e Marana gestisce altri porticcioli in Sardegna e sta investendo da tempo in alberghi. E ancora Simone Morelli con il piccolo porto Cala dei Sardi nel golfo di Cugnana e anche lui operatore internazionale del noleggio di barche a vela. Insomma, una partita milionaria a caccia della preda più ricca e ambita.

@marcobittau.

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