Covid, Giagoni: «Subito una rete di contatti tra Italia e Francia»
SANTA TERESA. Attuare una rete di comunicazione tra Stati sui casi positivi al Covid-19. Lo chiede il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Dario Giagoni, dopo la linea dura adottata dalla...
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SANTA TERESA. Attuare una rete di comunicazione tra Stati sui casi positivi al Covid-19. Lo chiede il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Dario Giagoni, dopo la linea dura adottata dalla Corsica per contrastare la diffusione del virus. Il nuovo protocollo sanitario prevede l’ingresso sull’isola dirimpettaia solo previo test negativo, sierologico o tampone, che deve essere eseguito nelle 72 ore che precedono la partenza o entro 24 ore dall’arrivo. Il problema è che se un sardo dovesse risultare positivo e venisse preso in carico dall’autorità francese al momento non esiste un protocollo di comunicazione con il servizio sanitario regionale sardo. «Sono comunicazioni importanti perché avviano il processo di isolamento fiduciario dei contatti, che non può essere lasciato alla discrezionalità del singolo», afferma Giagoni, primo firmatario di una mozione che impegna il presidente della Regione a intercedere col ministero della Salute per predisporre una rete ufficiale di informazioni di ritorno con la regione francese. «Dalla misura disposta dalle autorità francesi sono esenti gli autotrasportatori – aggiunge Giagoni –, ma non i numerosi lavoratori che a volte restano più giorni in Corsica. Per ragioni geografiche la Sardegna ha rapporti commerciali pluriennali con l’isola. Senza un’immediata comunicazione tra autorità sanitarie competenti si corre il rischio di non avviare un immediato tracciamento dei contatti dei positivi».
L’Italia, tramite gli uffici territoriali del ministero della Salute e il ministero degli Esteri, provvede a fornire informazioni ai Paesi di appartenenza in caso di casi positivi. «Chiediamo – conclude Giagoni – , che vi sia reciprocità e una rete di comunicazioni adeguata» (w.b.)
L’Italia, tramite gli uffici territoriali del ministero della Salute e il ministero degli Esteri, provvede a fornire informazioni ai Paesi di appartenenza in caso di casi positivi. «Chiediamo – conclude Giagoni – , che vi sia reciprocità e una rete di comunicazioni adeguata» (w.b.)
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