in tribunale
Lettere anonime alla Assl prescrizione per il “corvo”
OLBIA. Il “corvo” dell’Assl che mandava lettere anonime ai vertici dell’allora azienda sanitaria locale denunciando irregolarità negli uffici amministrativi, era finito nella gabbia degli inquirenti...
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OLBIA. Il “corvo” dell’Assl che mandava lettere anonime ai vertici dell’allora azienda sanitaria locale denunciando irregolarità negli uffici amministrativi, era finito nella gabbia degli inquirenti incastrato dalla videosorveglianza. Le telecamere lo avevano ripreso mentre il dipendente dell’Assl portava via dagli uffici documentazioni e atti che, poi, stando alle accuse, utilizzava per le sue missive di denuncia. Paolo Casu, 46 anni, era finito sotto inchiesta nel 2012 con l’accusa di peculato per essersi appropriato della documentazione dell’Assl.
A distanza di otto anni – dopo che il fascicolo è approdato davanti al giudice per il processo per poi ritornare indietro in fase di udienza preliminare, inizialmente “saltata” – il procedimento penale che era stato aperto nei suoi confronti si è definitivamente chiuso ieri con la prescrizione del reato. Il gup Marco Contu, accogliendo la richiesta del difensore dell’imputato, l’avvocato Mario Delitala che ha sollevato delle eccezioni sul capo d’imputazione, ha derubricato il reato da peculato a peculato d’uso (il cui termine di prescrizione è più breve).
Il giudice ha quindi emesso sentenza di “non luogo a procedere per intervenuta prescrizione”, così come richiesto dallo stesso pubblico ministero e dalla difesa.
Il “corvo” dell’Assl aveva fatto tanto parlare di sé e tenuto a lungo sulle spine l’azienda sanitaria gallurese con i suoi velenosi dossier anonimi. Tanto che i vertici, a un certo punto, avevano dato l’ultimatum ai dipendenti affinché il responsabile gettasse la maschera, cosa che non era avvenuta. Così era stata presentata una denuncia alla guardia di finanza. Ed era scattata l’inchiesta.
Nel 2012 Paolo Casu era stato indagato dalle fiamme gialle. Le telecamere lo avevano ripreso mentre si portava a casa faldoni di documentazione. (t.s.)
A distanza di otto anni – dopo che il fascicolo è approdato davanti al giudice per il processo per poi ritornare indietro in fase di udienza preliminare, inizialmente “saltata” – il procedimento penale che era stato aperto nei suoi confronti si è definitivamente chiuso ieri con la prescrizione del reato. Il gup Marco Contu, accogliendo la richiesta del difensore dell’imputato, l’avvocato Mario Delitala che ha sollevato delle eccezioni sul capo d’imputazione, ha derubricato il reato da peculato a peculato d’uso (il cui termine di prescrizione è più breve).
Il giudice ha quindi emesso sentenza di “non luogo a procedere per intervenuta prescrizione”, così come richiesto dallo stesso pubblico ministero e dalla difesa.
Il “corvo” dell’Assl aveva fatto tanto parlare di sé e tenuto a lungo sulle spine l’azienda sanitaria gallurese con i suoi velenosi dossier anonimi. Tanto che i vertici, a un certo punto, avevano dato l’ultimatum ai dipendenti affinché il responsabile gettasse la maschera, cosa che non era avvenuta. Così era stata presentata una denuncia alla guardia di finanza. Ed era scattata l’inchiesta.
Nel 2012 Paolo Casu era stato indagato dalle fiamme gialle. Le telecamere lo avevano ripreso mentre si portava a casa faldoni di documentazione. (t.s.)
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