Bando strade rurali, la Procura chiede otto rinvii a giudizio

Un assessore di Tempio e l'ex sindaco di Palau tra le persone accusate di turbata libertà di incanti

TEMPIO. La Procura di Cagliari ha chiesto il rinvio a giudizio per otto persone tra professionisti e pubblici ufficiali. Sono chiamati a rispondere, a vario titolo, dell’accusa di far parte di un gruppo criminale che avrebbe commesso delitti di turbata libertà di incanti per il bando regionale del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, finanziamenti (150mila euro per ciascun progetto) destinati alla ristrutturazione delle strade rurali.

Si tratta dell'ex assessore di Tempio, Francesco Quargnenti: dell'ex sindaco di Palau, Francesco Pala; dell'ingegnere di Olbia Sebastiano Cudoni; di Roberto Soru e Simone Puddu di Terralba; di Vanni Fara di Aggius; di Davide Careddu di Calangianus e di Marco Pancrazi di Capoterra.

L’operazione, denominata Orsa Maggiore, aveva preso avvio nel 2016 da alcuni approfondimenti della Guardia di finanza sul Bando del Programma di sviluppo rurale denominato “Strade rurali”. Secondo l'accusa avrebbero messo in piedi un sistema per assicurarsi i fondi del bando precedendo gli altri comuni nella presentazione delle domande e ottenendo quindi l’erogazione del finanziamento a favore dei comuni di Tempio e Palau.

I professionisti coinvolti, secondo quanto emerso dall'attività investigativa, si proponevano come esperti progettisti in grado di realizzare tutti gli elaborati necessari per la presentazione della domanda al bando a sportello "Strade rurali", garantendo il buon esito dell’operazione.

La presentazione della domanda, con il sistema “a sportello”, avrebbe consentito un finanziamento dei progetti in misura del 100% premiando l’ordine cronologico delle richieste. Sulla base dei primi riscontri investigativi, la Regione Autonoma della Sardegna ha preferito sospendere precauzionalmente la procedura concorsuale.

L’attività investigativa, particolarmente articolata in ragione della metodologia ideata dagli indagati, oltre all’esame documentale, è stata eseguita attraverso attività tecniche, analisi di dati, osservazioni e pedinamenti che hanno consentito, a seguito dell’esito di perquisizioni delegate,di rafforzare ulteriormente il quadro probatorio.

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