La Nuova Sardegna

Olbia

«Così abbiamo sconfitto il Covid»

di Sebastiano Depperu
«Così abbiamo sconfitto il Covid»

A Berchidda la gioia di Paolo Fenu, 39enne malato di sclerosi tuberosa, guarito dal coronavirus

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BERCHIDDA. «Paolino hai sconfitto il mostro». Sono state le parole della dottoressa Delogu che hanno riempito il cuore di gioia di Paolo Fenu. Il 39enne di Berchidda, affetto da sclerosi tuberosa, ha lottato contro il Covid per ben 22 giorni. Non si è mai perso d'animo e, assieme alla mamma Antonietta Sini alla fine sono guariti e tornati a casa.

Il calvario di Paolo Fenu comincia intorno al 18 novembre quando ha iniziato ad accusare una brutta tosse e qualche linea di febbre. «Ha sempre avuto la tosse – spiega la mamma – ma questa volta era diverso: non passava e le linee di febbre erano costanti». La svolta (in negativo) c'è stata la notte del 20 novembre quando Paolo si è alzato per andare in bagno ma è svenuto, cadendo a terra e battendo la testa e diverse parti del corpo. «Non reagiva – racconta Antonietta Sini – non aveva però perso i sensi: era cosciente in tutto. Ha solo chiesto alla sorella Miriam (il suo angelo custode) di dormire con lui. La mattina di sabato 21, non aveva forze, era quasi stordito. Allora ho chiamato la dottoressa Dessì del reparto di neuropsichiatria infantile di Sassari che ci ha sempre seguito, grazie al contatto con mia figlia, giorno e notte, con il dottor Merlin. Lei ci ha consigliato di portare Paolo al pronto soccorso dell’ospedale di Sassari, dove lo conoscono e ci sono i suoi medici».

La febbre è salita a 38 e mezzo e il giorno dopo serviva l'ossigeno. Poi la diagnosi dopo un tampone e una Tac: positivo al covid con polmonite. Mamma e figlio sono rimasti al pronto soccorso fino a sabato 23 quando è stato effettuato il trasferimento al reparto Covid dell’ospedale civile. «L'assistenza che ha ricevuto Paolo è stata straordinaria, sia al pronto soccorso che in reparto. I sanitari sono persone che ti aiutano in tutto, con un grande compito: salvare le vite. E a mio figlio l'hanno proprio salvata. Il Covid non è un gioco, ma medici, infermieri, Oss e ausiliari ti danno la forza di andare avanti, ti sostengono psicologicamente». Dopo giorni di terapie, Paolino riprende a sorridere, a cantare e ballare. «Grazie mille che mi avete tolto la brutta tosse – ha detto il giovane ai medici, ringranziandoli e cantando con loro le canzoni di Vasco Rossi – vi sono grato». E, così, la preoccupazione si è trasformata in allegria. Era il 12 dicembre quando la dottoressa Delogu ha detto «Paolino ho una bella notizia: sei guarito».

Ora Paolo si sta riprendendo a casa sua, a Berchidda. La malattia lo ha provato. «Ringrazio i medici favolosi (dottoresse Olitta, Delogu e Scandurra) e faccio un appello al presidente della Regione affinché aiuti questi reparti ospedalieri: fanno miracoli, sono bravi ma hanno bisogno di aiuto. Ringrazio anche l'amministrazione comunale, l'Orchestra spensierata, l’Associazione sclerosi tuberosa e chi ci è stato vicino», conclude finalmente felice Antonietta Sini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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