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Olbia, il commercio è cambiato: addio Dada Sport

di Paolo Ardovino
Olbia, il commercio è cambiato: addio Dada Sport

Adriana Crasta chiude lo storico negozio di via Vittorio Veneto dopo 41 anni: "Mi mancheranno i clienti, per me sono stati degli amici"

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OLBIA. Ogni addio non è un bel momento, ma quantomeno è l’occasione per pescare nel lago dei ricordi. Ora la vetrina principale di Dada Sport è decisamente più spoglia, restano i cartelli di liquidazioni e di vendita dell’attività. La padrona del negozio, Adriana Crasta, ha comunicato anche sui social la fine di una storia, tra gli scaffali sportivi, durata ben 41 anni.

Amici e ricordi. «Non erano clienti, erano amici»: sono le prime parole quando le viene chiesto di raccontare il flusso di persone che ha visto passare per il suo negozio, che fa ad angolo con via Duca d’Aosta e si affaccia in viale Vittorio Veneto. Punto di riferimento per gli sportivi. «Per molto tempo sono stata l’unica a portare con frequenza a Olbia il marchio Lacoste – dice fiera Adriana Crasta –, e sono orgogliosa di aver sempre venduto merce di alto livello». Quel che mancherà, sostiene, è soprattutto il rapporto con chi entrava. Persone che col tempo hanno cominciato a fare visita all’attività anche da altre parti della Gallura e dell’isola, e che erano rimaste affezionate alla commerciante. «Quando mi capita di andare in un negozio e non vengo servita, ecco, non mi piace – spiega chiaramente –. Io di una scarpa tecnica sapevo tutto, per dire, o già a occhio dovevo essere in grado di capire la taglia, non era solo una questione di vendere ma anche saper consigliare, parlare con i clienti». Che poi è la vera forza dei piccoli negozi locali, che negli ultimi tempi affrontano la concorrenza di grandi catene e shopping on-line.

Amore per lo sport. «Chiudere è stata una decisione mia», precisa Adriana. Non si tratta di fallimento, il fatto è che, spiega, «ormai ho una certa età e le attuali condizioni non aiutano a mandare avanti un’attività. E parlo a prescindere dal Covid. Molti rappresentanti da cui mi rifornivo negli ultimissimi anni sono stati licenziati, il lavoro è cambiato, si evolve in fretta ed è difficile stare al passo. Prendi questo – e indica il registratore di cassa – è nuovo, l’ho comprato poco fa, ma per le regole di oggi già non serve più».

La decisione di aprire il negozio arrivò per amore dello sport, in particolare l’atletica. Il marito invece, Domenico Degortes, grande appassionato di calcio, è stato presidente del Tavolara.

Il primo punto vendita era sempre in viale Vittorio Veneto ma più vicino al passaggio a livello, poi l’acquisto dell’attuale locale. «E c’è da dirlo, è una zona che è stata lasciata un po’ a se stessa – ammette Adriana –, non è stato tutto rose e fiori. Ho subito circa sedici furti, due allagamenti, uno di questi durante l’alluvione del 2013».

Eppure, basta anche un solo ricordo accennato per commuoversi. «Qualche tempo fa un ragazzo di Golfo Aranci è venuto a prendere le prime scarpe da calcio al figlio perché si ricordava che la mamma aveva preso a lui le prime scarpe proprio qui».

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