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Olbia, il Cipnes si riprende il Geovillage

di Tiziana Simula
Olbia, il Cipnes si riprende il Geovillage

Blitz del Consorzio industriale: riacquisite aree e strutture e caccia a nuovi imprenditori per il rilancio

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OLBIA. Il Cipnes entra a gamba tesa nella complessa vicenda del Geovillage. Il 31 dicembre scadeva il contratto di gestione del mega compendio turistico-ricettivo-sportivo e di benessere di zona industriale da parte della Real Effegì di Fabio Docche (figlio del patron Gavino), a cui il tribunale, nel 2017, aveva affidato la gestione in virtù del diritto di prelazione dopo il fallimento della società Sviluppo Olbia spa. Puntuale come un orologio svizzero, allo scoccare della scadenza, il Cipnes ha annunciato che ritornerà in possesso delle aree e delle strutture del Geovillage che aveva ceduto a suo tempo alla Sviluppo Olbia, attualmente in fallimento, appunto, e invita gli imprenditori a presentare le manifestazioni di interesse così che venga individuato il nuovo gestore del complesso. Il Consorzio industriale insomma riacquisisce il Geovillage – ora chiuso e pressato da debiti – per il suo rilancio.

Inchieste e conti. L’operazione inattesa si inserisce in un complicato contesto giudiziario e non solo. Sulla struttura pende un’inchiesta della Procura di Tempio per presunta turbativa d’asta che coinvolge Gavino Docche (a cui viene contestata anche la bancarotta fraudolenta), il figlio Fabio, il direttore del Cipnes Aldo Carta e il curatore fallimentare Giancarlo Fenu. Ma c’è anche la questione del concordato preventivo a cui la Real Effegì è stata ammessa. I legali di Fabio Docche stanno lavorando per rimettere in ordine i conti e scongiurare il fallimento della società. Il piano di rientro del debito sarà presentato al tribunale fallimentare il 13 gennaio.

Il rilancio del Geovillage. Ora ritorna da protagonista il Cipnes. Che riprende possesso delle aree e delle strutture del Geovillage per riassegnarle a un imprenditore, o a un gruppo di imprenditori, che abbiano capacità economica e requisiti professionali tali da «assicurare una utile e solida gestione d’impresa non stagionale ma continuativa, con un adeguato standard di qualità per l’insediamento produttivo del Geovillage», si legge sul sito online del Consorzio industriale, nel quale si annuncia ufficialmente l’operazione e la ricerca di investitori.

La riacquisizione dell’insediamento è giustificata dal fallimento della Sviluppo Olbia e dalla scadenza della gestione da parte della Real Effegì. Viene applicata in virtù dell’articolo 63 della legge numero 448 del 1998 («provvedimenti per favorire lo sviluppo industriale»). Il Cipnes espropriò quei terreni per pubblica utilità e poi li cedette in via agevolata alla società Sviluppo Olbia con una convenzione stipulata il 31 marzo 2000, col vincolo che venissero svolti servizi ricettivi, sportivi e altre iniziative imprenditoriali di utilità sociale. La decisione di ritornare in possesso dei beni, spiegano dal Cipnes, «è stata dettata dalla volontà di salvaguardare, rilanciare e valorizzare il grande patrimonio sportivo e sociale del Geovillage che, con un albergo, campi da tennis, campi da basket e volley, centri benessere, bar, ristoranti e aree verdi, ha notevolmente arricchito l’offerta del distretto produttivo di Olbia».

Le manifestazioni di interesse da parte degli imprenditori dovranno pervenire al Cipnes entro il 1 marzo 2021 (tramite pec all’indirizzo protocollo@pec.cipnes.it.).

I beni, chiarisce il Consorzio industriale, andranno gestiti dal nuovo investitore con l’attuale funzione produttiva di carattere turistico-alberghiero e sportivo. L’esproprio riguarderà una superficie di 18 ettari (di cui 6 di verde attrezzato) con una superficie coperta di 26 mila metri quadri per un volumetria edificata complessiva di circa 147 mila metri cubi.

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