«Un cuore generoso in eredità»
L’associazione solidale creata dalla famiglia del medico Gianni Salvatore Mele
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OLBIA. Aveva la Gallura nel cuore. Era qui che si era stabilito (era originario di Suni) ed era soprattutto in questa fetta di terra e a Olbia in particolare, dove viveva, che si era fatto apprezzare.
Medico chirurgo specialista in pediatria e fisiatria, oltre che amministratore e direttore sanitario di numerosi centri di riabilitazione, era molto conosciuto non solo per la sua grande professionalità ma anche per l’infinito altruismo.
Un cuore grande, il suo, che si è fermato per sempre nel settembre del 2018 lasciando la moglie Rita Nieddu, originaria di Calangianus e i figli Antonio (medico ortopedico) e Francesco. Ma Gianni Salvatore Mele, morto a 74 anni, ha lasciato una grande eredità ai suoi cari: la generosità. Ed è per questo che la famiglia ha voluto creare l’associazione “Gianni Salvatore Mele”, sia per poter fare solidarietà sia per tramandare la sua etica del lavoro ai medici del futuro. «Sì, perché lui - dicono il figlio Antonio e Franco Cudoni, direttore dell’Unità operativa di Ortopedia e traumatologia di Sassari - credeva profondamente nell’impegno professionale negli studi e nella meritocrazia nel mondo del lavoro».
Così, l’associazione, per onorare la memoria di Gianni Salvatore Mele, ha istituito un premio per gli studenti più meritevoli del sesto anno di Medicina. Ha quindi delegato l’Università di Sassari affinché, attraverso una commissione, ne individuasse due della facoltà di Medicina e Chirurgia residenti in Sardegna. E alla fine hanno ricevuto il premio (2500 euro, più un anno di affitto pagato in un appartamento) Alessandra Zicchi di Sorso e Fabiola Serra di Santulussurgiu.
La proclamazione è avvenuta una decina di giorni fa nell'aula magna dell'Ateneo alla presenza della commissione presieduta da Antonio Mele (con lui la madre e il fratello): ne facevano parte il Magnifico Rettore Gavino Mariotti, il preside della Facoltà di Medicina, Andrea Montella, il direttore del dipartimento di Scienze biomediche Pierluigi Fiori, il direttore dell'Uoc di Ortopedia e Traumatologia dell'Aou di Sassari Franco Cudoni e il presidente del corso di laurea Paolo Castiglia. (s.p.)
Medico chirurgo specialista in pediatria e fisiatria, oltre che amministratore e direttore sanitario di numerosi centri di riabilitazione, era molto conosciuto non solo per la sua grande professionalità ma anche per l’infinito altruismo.
Un cuore grande, il suo, che si è fermato per sempre nel settembre del 2018 lasciando la moglie Rita Nieddu, originaria di Calangianus e i figli Antonio (medico ortopedico) e Francesco. Ma Gianni Salvatore Mele, morto a 74 anni, ha lasciato una grande eredità ai suoi cari: la generosità. Ed è per questo che la famiglia ha voluto creare l’associazione “Gianni Salvatore Mele”, sia per poter fare solidarietà sia per tramandare la sua etica del lavoro ai medici del futuro. «Sì, perché lui - dicono il figlio Antonio e Franco Cudoni, direttore dell’Unità operativa di Ortopedia e traumatologia di Sassari - credeva profondamente nell’impegno professionale negli studi e nella meritocrazia nel mondo del lavoro».
Così, l’associazione, per onorare la memoria di Gianni Salvatore Mele, ha istituito un premio per gli studenti più meritevoli del sesto anno di Medicina. Ha quindi delegato l’Università di Sassari affinché, attraverso una commissione, ne individuasse due della facoltà di Medicina e Chirurgia residenti in Sardegna. E alla fine hanno ricevuto il premio (2500 euro, più un anno di affitto pagato in un appartamento) Alessandra Zicchi di Sorso e Fabiola Serra di Santulussurgiu.
La proclamazione è avvenuta una decina di giorni fa nell'aula magna dell'Ateneo alla presenza della commissione presieduta da Antonio Mele (con lui la madre e il fratello): ne facevano parte il Magnifico Rettore Gavino Mariotti, il preside della Facoltà di Medicina, Andrea Montella, il direttore del dipartimento di Scienze biomediche Pierluigi Fiori, il direttore dell'Uoc di Ortopedia e Traumatologia dell'Aou di Sassari Franco Cudoni e il presidente del corso di laurea Paolo Castiglia. (s.p.)
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