Il Piano Mancini sotto i riflettori della magistratura
di Tiziana Simula
La Procura ha aperto un’inchiesta sul progetto bocciato Al vaglio degli inquirenti la correttezza delle procedure
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OLBIA. Mentre divampa la polemica politica sulla bocciatura da parte della Regione del Piano Mancini, la Procura di Tempio ha deciso di occuparsi del lungo iter del progetto finito ko a San Silvestro. L’attività investigativa che il procuratore Gregorio Capasso ha delegato ai carabinieri è alle battute iniziali: nei giorni scorsi, i militari hanno acquisito una gran mole di documentazione dagli uffici degli assessorati regionali competenti. L’inchiesta aperta dal capo dei pm galluresi è ancora a carico di ignoti. Dagli uffici della Procura non trapela nulla sull’attività investigativa in corso, tanto meno su quali siano le eventuali ipotesi di reato sulle quali si indaga. Ma stando a indiscrezioni, gli accertamenti in atto sarebbero volti a verificare la correttezza delle procedure adottate.
La giunta regionale ha affondato il Piano Mancini, finanziato con oltre 150 milioni di euro, nella seduta del 31 dicembre dopo aver recepito la bocciatura dello Svi, il Servizio valutazioni impatti ambientali dell’assessorato all’Ambiente. Mettendo così definitivamente la parola fine al piano anti alluvione progettato dalla giunta comunale guidata dall’allora sindaco Gianni Giovannelli all’indomani del ciclone Cleopatra che provocò sei vittime in città, progetto da sempre contrastato dal sindaco Settimo Nizzi che punta sul Piano Technital. La giunta regionale ha fatto suo il parere negativo del Servizio valutazioni impatti ambientali dell’assessorato regionale all’Ambiente che già a inizio estate aveva anticipato la bocciatura del Piano Mancini. Ha posto tutta una serie di questioni sulla fattibilità degli interventi, una raffica di osservazioni critiche comunicando poi il preavviso di bocciatura. Il progetto era stato invece realizzato e condiviso dall’assessorato regionale ai Lavori pubblici. Ora la Procura ha deciso di verificare se l’iter seguito e le procedure adottate siano state corrette, andando ovviamente al di là delle questioni politiche. Se ci siano, insomma, eventuali profili di responsabilità penale sulle lungaggini del progetto. Bocciato a un passo dalla gara d’appalto dopo ben sette lunghi anni di iter.
La giunta regionale ha affondato il Piano Mancini, finanziato con oltre 150 milioni di euro, nella seduta del 31 dicembre dopo aver recepito la bocciatura dello Svi, il Servizio valutazioni impatti ambientali dell’assessorato all’Ambiente. Mettendo così definitivamente la parola fine al piano anti alluvione progettato dalla giunta comunale guidata dall’allora sindaco Gianni Giovannelli all’indomani del ciclone Cleopatra che provocò sei vittime in città, progetto da sempre contrastato dal sindaco Settimo Nizzi che punta sul Piano Technital. La giunta regionale ha fatto suo il parere negativo del Servizio valutazioni impatti ambientali dell’assessorato regionale all’Ambiente che già a inizio estate aveva anticipato la bocciatura del Piano Mancini. Ha posto tutta una serie di questioni sulla fattibilità degli interventi, una raffica di osservazioni critiche comunicando poi il preavviso di bocciatura. Il progetto era stato invece realizzato e condiviso dall’assessorato regionale ai Lavori pubblici. Ora la Procura ha deciso di verificare se l’iter seguito e le procedure adottate siano state corrette, andando ovviamente al di là delle questioni politiche. Se ci siano, insomma, eventuali profili di responsabilità penale sulle lungaggini del progetto. Bocciato a un passo dalla gara d’appalto dopo ben sette lunghi anni di iter.
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