Sant’Antonio, “su fogarone” al tempo del Covid
Sabato e domenica i festeggiamenti (senza assembramenti) nella chiesa di San Michele a Tannaule
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OLBIA. La festa si farà anche quest’anno. Ma ovviamente sarà vietato ogni tipo di assembramento. Il grande falò (il popolare su fogarone) sarà comunque acceso, ma allo stesso tempo non si potranno organizzare il pranzo per gli amici del comitato e la corsa campestre. E non si potranno neanche distribuire ai presenti i dolci tradizionali.
La festa di Sant’Antonio Abate andrà così in scena sabato 16 e domenica 17 gennaio. In cabina di regia c’è sempre il comitato dei festeggiamenti di Sant’Antonio Abate, con la collaborazione del Comune, della parrocchia di San Michele Arcangelo, dell’associazione sportiva Pao e di numerosi privati.
Il programma della manifestazione è già definito. Si comincerà sabato alle 16, nella chiesa di San Michele a Tannaule, con il raduno delle bandiere votive e il passaggio della bandiera patronale al nuovo priore. Invece domenica alle 10 la messa animata dal coro Sos Astores di Golfo Aranci. A seguire il rito di benedizione degli animali domestici nel sagrato della chiesa. Alle 16 la processione con la partenza dalla chiesa di San Michele del simulacro del santo e delle bandiere votive, che si muoveranno per le vie del quartiere su mezzi gommati. Infine alle 17.30, davanti al sagrato di San Michele e non nel quartiere di Isticadeddu come accadeva gli scorsi anni, l’accensione del falò in onore di Sant’Antonio Abate. Un rito che si rinnova dal 2011, quando alcune famiglie non originarie di Olbia avevano deciso di riproporre anche in città, esattamente nel rione di Isticadeddu, una festa tipica di altre zone dell’isola, come la Barbagia, il Goceano e la Baronia. In dieci anni a Isticadeddu e Tannaule la festa di Sant’Antonio Abate è man mano cresciuta fino a coinvolgere sempre più persone.(d.b.)
La festa di Sant’Antonio Abate andrà così in scena sabato 16 e domenica 17 gennaio. In cabina di regia c’è sempre il comitato dei festeggiamenti di Sant’Antonio Abate, con la collaborazione del Comune, della parrocchia di San Michele Arcangelo, dell’associazione sportiva Pao e di numerosi privati.
Il programma della manifestazione è già definito. Si comincerà sabato alle 16, nella chiesa di San Michele a Tannaule, con il raduno delle bandiere votive e il passaggio della bandiera patronale al nuovo priore. Invece domenica alle 10 la messa animata dal coro Sos Astores di Golfo Aranci. A seguire il rito di benedizione degli animali domestici nel sagrato della chiesa. Alle 16 la processione con la partenza dalla chiesa di San Michele del simulacro del santo e delle bandiere votive, che si muoveranno per le vie del quartiere su mezzi gommati. Infine alle 17.30, davanti al sagrato di San Michele e non nel quartiere di Isticadeddu come accadeva gli scorsi anni, l’accensione del falò in onore di Sant’Antonio Abate. Un rito che si rinnova dal 2011, quando alcune famiglie non originarie di Olbia avevano deciso di riproporre anche in città, esattamente nel rione di Isticadeddu, una festa tipica di altre zone dell’isola, come la Barbagia, il Goceano e la Baronia. In dieci anni a Isticadeddu e Tannaule la festa di Sant’Antonio Abate è man mano cresciuta fino a coinvolgere sempre più persone.(d.b.)
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