Le telecamere sui bus contano i passeggeri e riducono i contagi

La videosorveglianza utile per evitare gli assembramenti Il presidente Putzu: «Più linee la mattina per gli studenti»

OLBIA. Un sistema di monitoraggio in tempo reale sul numero di presenze a bordo degli autobus. Telecamere e sistema di videosorveglianza messi al servizio delle misure contenitive anti Covid-19. L’Aspo chiede il supporto della tecnologia per calcolare il numero di persone a bordo degli autobus in città e per evitare pericolosi assembramenti sui mezzi pubblici.

L’azienda dei trasporti si prepara così alla data del primo febbraio, quando potrebbero riaprire le scuole, sostituendo la didattica a distanza con quella in presenza. «Noi siamo pronti, anche se sono convinto che non ci saranno problemi di assembramento sui nostri mezzi pubblici – spiega Massimo Putzu, presidente dell’Aspo –. Abbiamo già previsto, in ogni caso, di raddoppiare le linee dedicate alle scuole con le corse bis, soprattutto nelle ore strategiche».

Le telecamere. Le telecamere sugli autobus per garantire la sicurezza, in tempo di Covid, diventano anche uno strumento utile a calcolare il numero di persone a bordo e monitorare eventuali situazioni di rischio. «Abbiamo elaborato un piano di azione comune con le altre aziende del trasporto pubblico urbano ed extraurbano – spiega Putzu –. Lo screening insieme alle prefetture sulle principali città del nord Sardegna ci ha consegnato un rapporto completo. Abbiamo deciso di potenziare le linee della mattina dirette verso le scuole, il potenziamento per le scuole superiori dovrebbe quindi partire dal primo febbraio».

Pendolari. Gli incontri avvenuti hanno riguardato anche i collegamenti extraurbani per gli studenti pendolari, effettuati dall’Arst e dalle aziende di trasporto private. Regione e Prefetture hanno spinto per il potenziamento delle linee con nuovi autobus. Da parte sua l’Aspo ha partecipato per quanto di sua competenza con la creazione di nuovi stalli di sosta nella zona dello stadio “Bruno Nespoli”, per decongestionare le poche fermate esistenti, evitando così assembramenti al momento della discesa e della salita sugli autobus da parte degli studenti.

Ingresso posteriore. Ci sono poi le misure di sicurezza messe in campo dall’azienda già dai primi momenti di diffusione della pandemia. Su tutti gli autobus dell’Aspo è consentito salire a bordo solo dalla parte posteriore. Non esistono contatti con il conducente, dal momento che è stata interrotta la vendita dei biglietti a bordo, consentendo l’acquisto solo nelle rivendite autorizzate, con un sms o attraverso l’app My Cicero. Poi al centro dei corridoi degli autobus è stata creata una sorta di barriera in plastica, che impedisce ai passeggeri di avvicinarsi al conducente.

N uova mobilità. L’impatto del coronavirus ha rivoluzionato anche il trasporto pubblico su gomma. Nel periodo di massima diffusione del virus l’Aspo è stata costretta a mettere in piedi una strategia di contenimento dei possibili contagi, riducendo drasticamente numero di linee e corse, pur non interrompendo un servizio di mobilità che in certe situazioni diventa essenziale. Normalmente l’Aspo assicura 12 linee e 350 corse quotidiane. Durante il lockdown ha coperto sei linee per 56 corse al giorno, con una riduzione dell’operativo che intorno all’85%. Durante il periodo estivo un repentino ritorno alla normalità, soprattutto nelle abitudini di mobilità. Ora gli autobus viaggiano in sicurezza, con un numero limitato di passeggeri. Ma sarà il ritorno degli studenti nelle aule scolastiche la vera prova del nove per una reale ripresa del trasporto pubblico locale in relativa sicurezza.

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