Il presidente Deiana: «Presto via i binari e una banchina lunga»
GOLFO ARANCI. Lo sviluppo turistico legato alle crociere e alla nautica da diporto. Il futuro di Golfo Aranci non contempla il traffico delle merci, ma soprattutto prescinde dai binari delle ex...
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GOLFO ARANCI. Lo sviluppo turistico legato alle crociere e alla nautica da diporto. Il futuro di Golfo Aranci non contempla il traffico delle merci, ma soprattutto prescinde dai binari delle ex Ferrovie dello Stato. Una prospettiva che l’Autorità portuale ha messo nero su bianco nel Piano operativo triennale 2021-2024, ma che il presidente, Massimo Deiana, ha ribadito anche nell’incontro di ieri con l’amministrazione comunale. «Abbiamo avviato contatti con i vertici di Rete ferroviaria italiana e nelle prossime settimane ci incontreremo – ha sottolineato Deiana –. Il progetto sarà quello di liberare Golfo Aranci dalle servitù imposte dai binari e dal collegamento ferroviario con la penisola, che sposteremo nel porto di Oristano. Lì esistono le infrastrutture e c’è già una bretella ferroviaria che lo collega con i binari della rete regionale».
Liberare Golfo Aranci dai binari significa anche mettere a disposizione dello sviluppo portuale i due approdi sacrificati proprio alla servitù ferroviaria: uno dove fa scalo la nave delle Ferrovie dello Stato ancora in uso, l’altra non utilizzata e nella quale l’Authority prevede di progettare un nuovo banchinamento. Per il porto è poi previsto l’allungamento della banchina dedicata ai traghetti, l’approfondimento dei fondali per rendere agevole l’accosto di navi da crociera di medie dimensioni e l’ottimizzazione dei servizi della stazione marittima. Relativamente alla nautica da diporto, il Piano operativo triennale concede ampio spazio alla concertazione con l’amministrazione comunale per lo sviluppo di nuove attività di rimessaggio e l’individuazione di aree dedicate alla nautica turistica. (g.d.m.)
Liberare Golfo Aranci dai binari significa anche mettere a disposizione dello sviluppo portuale i due approdi sacrificati proprio alla servitù ferroviaria: uno dove fa scalo la nave delle Ferrovie dello Stato ancora in uso, l’altra non utilizzata e nella quale l’Authority prevede di progettare un nuovo banchinamento. Per il porto è poi previsto l’allungamento della banchina dedicata ai traghetti, l’approfondimento dei fondali per rendere agevole l’accosto di navi da crociera di medie dimensioni e l’ottimizzazione dei servizi della stazione marittima. Relativamente alla nautica da diporto, il Piano operativo triennale concede ampio spazio alla concertazione con l’amministrazione comunale per lo sviluppo di nuove attività di rimessaggio e l’individuazione di aree dedicate alla nautica turistica. (g.d.m.)
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