Sala Bingo, il Tar boccia il ricorso
di Giandomenico Mele
I giudici respingono la richiesta di annullamento del regolamento comunale contro i giochi d’azzardo
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OLBIA. Il Tar della Sardegna ha respinto la richiesta avanzata dalla Sala Bingo di via D’Annunzio di Olbia per annullare, dopo la sospensione in via cautelare, il Regolamento del Comune di Olbia sulle sale giochi. Un altro no dopo che lo stesso Tar aveva negato la sospensione del provvedimento comunale per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d'azzardo lecito: quello che disciplina gli esercizi di giochi leciti e l'installazione di apparecchi da intrattenimento. La Bingo Gallura Srl si era opposta, in particolare, all’articolo (il numeo 4 del Capo II) su “nuove aperture, trasferimento di sede e ampliamenti” del regolamento adottato dal Comune lo scorso 20 ottobre.
La decisione. Al centro del ricorso c’era soprattutto la norma sugli apparecchi, che considera una nuova installazione anche la semplice decisione di risolvere il contratto con il vecchio concessionario di rete per legarsi a una società differente. Per il Tar di Cagliari, tuttavia, «in questa fase, non è rinvenibile un danno grave ed irreparabile», visto che «al momento, non risultano emanati atti applicativi, effettivamente lesivi della sfera d’azione della ricorrente attinente alla potenziale volontà di modificare la propria attività d’impresa». Il Tar sottolinea inoltre che la norma che equipara il cambio di concessionario a una nuova installazione «riporta esattamente il contenuto della Legge regionale 11 gennaio 2019 n. 2 (art. 12 comma 3), recante “Disposizioni in materia di disturbo da gioco d’azzardo».
Il ricorso. Dopo il ricorso della società contro il Comune, la giunta aveva dato mandato ai legali per resistere in giudizio. Il gruppo Bingo Gallura Srl chiedeva al giudice amministrativo di congelare il provvedimento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. Di dichiararlo illegittimo così come tutti gli atti in corso di approvazione a esso collegati. Entro tre mesi dall’approvazione, infatti, la giunta è chiamata a disegnare la mappa dettagliata dei luoghi sensibili: scuole di ogni ordine e grado; chiese; impianti sportivi; bancomat.
Luoghi sensibili. Il regolamento stabilisce, infatti, che nel raggio di 500 metri da quei punti sensibili sarà vietato installare slot machine o aprire sale con giochi d’azzardo all’interno. Il Bingo si era trasferito dalla vecchia sede di via Acquedotto proprio per non incorrere nelle limitazioni derivanti dalla nuova normativa nazionale, essendo la storica sede molto vicina ad almeno tre istituti di istruzione secondaria superiore: classico Gramsci, scientifico Mossa e Itct Panedda. Da qui il trasloco in via D’Annunzio, davanti al parco Fausto Noce, in locali che un tempo ospitavano un negozio di abbigliamento. Ma anche quella sede potrebbe rivelarsi inadeguata: ha un bancomat e una banca a una decina di metri e la scuola ad alcune centinaia.
Il regolamento. La nuova normativa è stata concepita dal Comune per mettere a punto un decalogo per contenere la diffusione della malattia da gioco d’azzardo, in crescita anche a Olbia, in particolare tra i giovani. Nella seduta di approvazione del regolamento era emerso che tra i soggetti seguiti al Serd ci sono anche ragazzini di 12 anni. Da qui il no a qualsiasi pubblicità delle attività legate a scommesse o giochi d’azzardo su bus comunali, manifestazioni sportive e culturali. No al patrocinio per eventi con sponsor legati ai giochi d’azzardo. Previste sanzioni tra 2500 e 8mila euro. il cui ricavato finirà in un fondo speciale destinato a incentivare gli esercizi pubblici a eliminare le macchinette, con il taglio dei contributi comunali.
La decisione. Al centro del ricorso c’era soprattutto la norma sugli apparecchi, che considera una nuova installazione anche la semplice decisione di risolvere il contratto con il vecchio concessionario di rete per legarsi a una società differente. Per il Tar di Cagliari, tuttavia, «in questa fase, non è rinvenibile un danno grave ed irreparabile», visto che «al momento, non risultano emanati atti applicativi, effettivamente lesivi della sfera d’azione della ricorrente attinente alla potenziale volontà di modificare la propria attività d’impresa». Il Tar sottolinea inoltre che la norma che equipara il cambio di concessionario a una nuova installazione «riporta esattamente il contenuto della Legge regionale 11 gennaio 2019 n. 2 (art. 12 comma 3), recante “Disposizioni in materia di disturbo da gioco d’azzardo».
Il ricorso. Dopo il ricorso della società contro il Comune, la giunta aveva dato mandato ai legali per resistere in giudizio. Il gruppo Bingo Gallura Srl chiedeva al giudice amministrativo di congelare il provvedimento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. Di dichiararlo illegittimo così come tutti gli atti in corso di approvazione a esso collegati. Entro tre mesi dall’approvazione, infatti, la giunta è chiamata a disegnare la mappa dettagliata dei luoghi sensibili: scuole di ogni ordine e grado; chiese; impianti sportivi; bancomat.
Luoghi sensibili. Il regolamento stabilisce, infatti, che nel raggio di 500 metri da quei punti sensibili sarà vietato installare slot machine o aprire sale con giochi d’azzardo all’interno. Il Bingo si era trasferito dalla vecchia sede di via Acquedotto proprio per non incorrere nelle limitazioni derivanti dalla nuova normativa nazionale, essendo la storica sede molto vicina ad almeno tre istituti di istruzione secondaria superiore: classico Gramsci, scientifico Mossa e Itct Panedda. Da qui il trasloco in via D’Annunzio, davanti al parco Fausto Noce, in locali che un tempo ospitavano un negozio di abbigliamento. Ma anche quella sede potrebbe rivelarsi inadeguata: ha un bancomat e una banca a una decina di metri e la scuola ad alcune centinaia.
Il regolamento. La nuova normativa è stata concepita dal Comune per mettere a punto un decalogo per contenere la diffusione della malattia da gioco d’azzardo, in crescita anche a Olbia, in particolare tra i giovani. Nella seduta di approvazione del regolamento era emerso che tra i soggetti seguiti al Serd ci sono anche ragazzini di 12 anni. Da qui il no a qualsiasi pubblicità delle attività legate a scommesse o giochi d’azzardo su bus comunali, manifestazioni sportive e culturali. No al patrocinio per eventi con sponsor legati ai giochi d’azzardo. Previste sanzioni tra 2500 e 8mila euro. il cui ricavato finirà in un fondo speciale destinato a incentivare gli esercizi pubblici a eliminare le macchinette, con il taglio dei contributi comunali.
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