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Olbia

la scomparsa dell’armatore 

Addio a Carlo Andrea Marsano il pioniere dei collegamenti ro-ro

Addio a Carlo Andrea Marsano il pioniere dei collegamenti ro-ro

OLBIA. C’è un quadro nella sede della compagnia portuale di Olbia che ricorda quello che per la città e il porto rappresenta uno dei punti di svolta: l’arrivo dell’“Elbano Primo”, la nave con cui si...

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OLBIA. C’è un quadro nella sede della compagnia portuale di Olbia che ricorda quello che per la città e il porto rappresenta uno dei punti di svolta: l’arrivo dell’“Elbano Primo”, la nave con cui si può dire che è nato il trasporto ro-ro, ovvero il trasporto dei mezzi gommati tra Sardegna e Continente in alternativa alla Tirrenia, la società di Stato che all’epoca, i primi anni ’60, caricava al massimo qualche auto con la gru e le reti. A dare il via a quella rivoluzione fu Carlo Andrea Marsano, erede di una famiglia di piccoli armatori genovesi, che l’altro ieri è morto a Genova a 82 anni. Un imprenditore che, tra i primi, ha capito le potenzialità del porto di Olbia proprio negli anni in cui, poche decine di chilometri più a nord, Karim Aga Khan dava il via al progetto Costa Smeralda. Era il 1963. Alla rotta per Genova, seguì l’anno dopo quella per Piombino. Quella compagnia, diventata Lloyd Sardegna e conosciuta anche come Linea dei golfi, è via via cresciuta con navi e frequenze trasportando per decenni migliaia e migliaia di camion e semirimorchi. L’ultimo traghetto messo sulle rotte per l’isola, nel 2004, fu il “Golfo Aranci”. Nel 2006 la decisione di cedere navi e rotte alla Moby della famiglia Onorato. Carlo Andrea Marsano a Olbia ha lasciato il segno. Il quadro naif realizzato a suo tempo da un lavoratore portuale, Giovanni Masala, ne è una testimonianza. E il Comune, negli anni ’70, gli ha assegnato la cittadinanza onoraria. «Ho avuto modo di conoscerlo negli anni 90 – ricorda Franco Monaco, prima console e poi presidente della Compagnia portuale – e devo testimoniare che la sua iniziativa armatoriale ha avuto grandi ricadute occupazionali e di benessere per il territorio e la compagnia, della quale ha avuto sempre grande rispetto. All’indomani dei decreti che abolivano la “riserva”, cioè l’obbligo per gli armatori di utilizzare solo le maestranze delle compagnie portuali, non ha mai pensato di mettere in discussione il nostro ruolo, sottoscrivendo accordi che ci hanno garantito di rimanere protagonisti del lavoro nel nostro porto».

Monaco ricorda l’attenzione particolare di Marsano per Olbia: «In più di una occasione abbiamo insieme sollecitato, recandoci a Roma, i competenti ministeri per interventi di potenziamento delle strutture portuali. Poi, agli inizi degli anni 2000, ha capito per tempo che il concentrarsi dei traffici a favore degli armatori di maggior peso avrebbe creato pregiudizio per la sua intrapresa e ha ceduto la compagnia alla Moby. Ma il suo rapporto con la nostra città è rimasto comunque forte. Ne è la riprova – conclude l’ex presidente dei portuali – che nel 2013, anno della alluvione, senza clamore ha donato alla città di Olbia una cifra importante che, nel rispetto del suo garbo, non rivelo. Un armatore che ha accompagnato lo sviluppo del nostro porto e della nostra economia e ha voluto bene alla nostra città». (a.se.)



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