Un fondo di investimento si interessa ad Air Italy
di Antonello Sechi
Il sindacato accoglie con prudenza e speranza la lettera della Abraxas da Londra Il consulente degli investitori: «Impegno massimo». Prontu (Filt): «Vedremo»
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OLBIA. La speranza dei lavoratori Air Italy, senza farsi troppe illusioni, da ieri pomeriggio corre virale nelle chat di Whatsapp e di Messenger e ha la forma di una lettera di una decina di righe diretta a Franco Lagro ed Enrico Laghi, i liquidatori della compagnia aerea fondata da Karim Aga Khan col nome Alisarda e poi Meridiana, e giunta al capolinea dodici mesi fa dopo pochi anni di gestione qatariota. La società Abraxas Capital Management Ltd, con sede nel centro di Londra, a pochi passi dalla stazione Vittoria, ha presentato una formale manifestazione di interesse, non impegnativa, «per l’acquisizione dell’intero compendio aziendale o di rami di azienda». Ludovico Filotto, l’amministratore della società, che firma la lettera, formula la proposta in nome del fondo di investimento Eos Sicav Plc Global Opportunity Fund, con sede a Malta, di cui la Abraxas ha la gestione.
La veridicità della lettera non viene messa in discussione dai sindacati, attraverso i quali è arrivata ai lavoratori. Peraltro Gaetano Intrieri, uno dei due consulenti tecnici indicati da Abraxas per la cosiddetta “due diligence”, ovvero la verifica dei dati di bilancio di Air Italy, oltre a essere una figura nota nell’ambito dell’aviazione civile, ha pubblicato ieri un lungo post nel suo profilo Facebook. «Un fondo di investimento importante – scrive tra le altre cose – ha fatto una manifestazione di interesse seria e concreta per ciò che rimane di una aerolinea italiana con tanta storia. Il fondo ha deciso di darmi la responsabilità di comprendere se si possono creare le condizioni per operare un investimento importante su questa aerolinea e costruire un piano industriale adeguato. Ci ho pensato molto se impegnarmi o meno ed ho messo solo una condizione, non lasciare a terra nessuno, ovvero verificare se ci sono le condizioni per costruire un piano che comprenda tutti coloro che hanno perso il lavoro». La società ha accettato le condizioni e Intrieri assicura che ci metterà «tutto l’impegno possibile». L’altro consulente è Carmelo Occhipinti.
Gaetano Intrieri è stato, tra le altre cose, nello staff del ministero dei Trasporti dal 1° giugno a fine settembre 2018, ovvero nei primi mesi del dicastero Toninelli. Nel suo blog ha pubblicato lunghe analisi critiche sul trasporto aereo, su Alitalia e su Air Italy. Durissima, in particolare verso la gestione Qatar Airways, la requisitoria sulla fine della ex compagnia aerea olbiese, di cui proprio il prossimo 11 febbraio cade il primo anniversario della messa in liquidazione.
La lettera della Abraxas Capital Management viene accolta con prudenza dai sindacati. Uno dei primi a commentare è Sergio Prontu, segretario territoriale della Filt-Cgi. «Se la proposta verrà confermata – dice – si apriranno nuovi scenari. Quando i liquidatori ci convocheranno vedremo. Ci auguriamo, in ogni caso, che le proposte riguardino l’intera compagnia e quindi anche la sede di Olbia, non solo l’aeroporto Malpensa. Sappiamo che gli slot per gli Stati Uniti in mano ad Air Italy sono appetibili e che lo è anche il settore Maintenance. Comunque, accogliamo le proposte con atteggiamento aperto. Vedremo».
Tra i lavoratori, anche se non ci si fa illusioni, la lettera ha riacceso una flebile fiammella di speranza. Dei circa 600 lavoratori di Air Italy (su circa 1500) con base in Sardegna solo una trentina sono ancora in forza alla compagnia in liquidazione, tutti gli altri sono in cassa integrazione a zero ore, la cui scadenza si avvicina troppo in fretta. Il 30 giugno, se non ci saranno novità, personale di volo, amministrativi e tecnici resteranno senza lavoro e senza soldi.
La veridicità della lettera non viene messa in discussione dai sindacati, attraverso i quali è arrivata ai lavoratori. Peraltro Gaetano Intrieri, uno dei due consulenti tecnici indicati da Abraxas per la cosiddetta “due diligence”, ovvero la verifica dei dati di bilancio di Air Italy, oltre a essere una figura nota nell’ambito dell’aviazione civile, ha pubblicato ieri un lungo post nel suo profilo Facebook. «Un fondo di investimento importante – scrive tra le altre cose – ha fatto una manifestazione di interesse seria e concreta per ciò che rimane di una aerolinea italiana con tanta storia. Il fondo ha deciso di darmi la responsabilità di comprendere se si possono creare le condizioni per operare un investimento importante su questa aerolinea e costruire un piano industriale adeguato. Ci ho pensato molto se impegnarmi o meno ed ho messo solo una condizione, non lasciare a terra nessuno, ovvero verificare se ci sono le condizioni per costruire un piano che comprenda tutti coloro che hanno perso il lavoro». La società ha accettato le condizioni e Intrieri assicura che ci metterà «tutto l’impegno possibile». L’altro consulente è Carmelo Occhipinti.
Gaetano Intrieri è stato, tra le altre cose, nello staff del ministero dei Trasporti dal 1° giugno a fine settembre 2018, ovvero nei primi mesi del dicastero Toninelli. Nel suo blog ha pubblicato lunghe analisi critiche sul trasporto aereo, su Alitalia e su Air Italy. Durissima, in particolare verso la gestione Qatar Airways, la requisitoria sulla fine della ex compagnia aerea olbiese, di cui proprio il prossimo 11 febbraio cade il primo anniversario della messa in liquidazione.
La lettera della Abraxas Capital Management viene accolta con prudenza dai sindacati. Uno dei primi a commentare è Sergio Prontu, segretario territoriale della Filt-Cgi. «Se la proposta verrà confermata – dice – si apriranno nuovi scenari. Quando i liquidatori ci convocheranno vedremo. Ci auguriamo, in ogni caso, che le proposte riguardino l’intera compagnia e quindi anche la sede di Olbia, non solo l’aeroporto Malpensa. Sappiamo che gli slot per gli Stati Uniti in mano ad Air Italy sono appetibili e che lo è anche il settore Maintenance. Comunque, accogliamo le proposte con atteggiamento aperto. Vedremo».
Tra i lavoratori, anche se non ci si fa illusioni, la lettera ha riacceso una flebile fiammella di speranza. Dei circa 600 lavoratori di Air Italy (su circa 1500) con base in Sardegna solo una trentina sono ancora in forza alla compagnia in liquidazione, tutti gli altri sono in cassa integrazione a zero ore, la cui scadenza si avvicina troppo in fretta. Il 30 giugno, se non ci saranno novità, personale di volo, amministrativi e tecnici resteranno senza lavoro e senza soldi.
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