Luogosanto, boom di visualizzazioni per Angie: «Ricordando mia figlia su Instagram aiuto chi vive nel dolore»

Con la storia della piccola Karol «voglio dare forza e speranza a tante altre famiglie»

LOGOSANTO. Quasi 19mila visualizzazioni in pochi giorni per il racconto della storia di Karol su Instagram. Così, dopo tempo, rinasce Angie Cozzolino che di Karol era la mamma. La piccola è volata in cielo il 17 giugno del 2012. Aveva due anni. C'è una vita dopo tanto dolore? Sì, se lo si trasforma convogliandolo nella famiglia e nella voglia di raccontare e di aiutare gli altri, aiutare chi ha vissuto la stessa situazione di mamma Angie e papà Diego. Così, Angie Cozzolino, 36 anni, si è ritrovata ad essere, da donna e mamma sarda, una sorta di influencer.

«Quando succedono certe tragedie - dice - ti trovi davanti a un bivio: o te ne vai con la tua creatura o vivi e cerchi di convertire il dolore in qualcosa di buono che serva da aiuto agli altri, a chi magari sta affrontando un grosso dolore come il tuo. Raccontando la storia Karol sui social mi sento di aiutare gli altri». E anche i figli di Angie, Gabriel (9 anni) e Cloe (5 anni) sono fieri della loro mamma che racconta al mondo la storia della loro sorellina maggiore Karol (che non hanno conosciuto) che, proprio grazie ai racconti della loro madre, vive sempre con loro. «Quando ero incinta di quattro mesi - spiega la giovane, classe 1984 - abbiamo scoperto che la bambina non cresceva abbastanza e abbiamo deciso di fare dei controlli. Alcuni medici si accorsero che Karol aveva dei problemi importanti. Per molti di loro, questi problemi erano addirittura incompatibili con la vita. Anche se il quadro di salute era complesso e non chiaro, io e mio marito abbiamo comunque deciso di portare a termine la gravidanza. La bambina era ferma al peso di 470 grammi a 29 settimane e io ho iniziato a non sentirmi bene. Siamo così andati a Cagliari perché nel nord Sardegna non c'erano strutture che si prendessero la responsabilità di accogliere una bambina con un peso gestazionale così basso».

La piccola Karol viene alla luce il 17 giugno 2010 e ai genitori viene data la drammatica notizia: non si sapeva quanto la loro piccola avrebbe potuto vivere. La bimba, da subito, è un esempio di forza: rimane due settimane in terapia intensiva neonatale a Cagliari e da lì viene trasferita d'urgenza al Bambin Gesù di Roma. Ai problemi legati alla prematurità si aggiunge un'emorragia cerebrale. Alla fine si scopre che Karol era affetta dalla sindrome di Cornelia de Lange (CdLS): condizione plurimalformativa complessa. «Io e Karol siamo rimaste un anno al Bambin Gesù - aggiunge Angie - abbiamo lottato tanto, insieme». E ora vuol far conoscere a tutti la storia della sua bambina, già raccontata nel libro da lei scritto nel 2013 "Un miracolo di nome Karol".

«Questa visibilità sui social inaspettata mi riempie il cuore di gioia - spiega ancora la giovane madre-. Voglio portare un messaggio di speranza, trasmettere forza a tutte le mamme e i papà (e ai familiari) che stanno passando quello che abbiamo vissuto noi. Voglio dare forza a chi ne ha bisogno, perché credetemi, in quei momenti la forza non basta mai. Ma l'amore per la vita vi fa andare avanti. Ogni giorno, ricevo messaggi da chi ha bisogno di questa forza. Per me è importante dare aiuto. Karol è andata via assicurandosi che io e il suo papà non rimanessimo da soli. Sono grata alla vita, sono grata a Karol perché se sono la mamma che sono lo devo a lei».

Angie è grata alla vita perché le ha concesso di continuare ad amare nonostante la perdita di una figlia. Tante persone la seguono sui social con numeri importanti che potrebbero anche darle un'opportunità di lavoro, magari come coraggiosa influencer, Angie la mamma di Karol.
 

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