Cinquantenne sedotta e truffata online

Un altro caso di “romance scams”. Donna olbiese sposata e con figli finisce in trappola. Denunciate due giovani nigeriane

OLBIA. Chi è Richard Miller? Un comandante dell’Esercito Usa in missione in Irak. In realtà non esiste, perché la donna che ha vissuto con “lui” un flirt virtuale, una olbiese di 50 anni sposata e con due figli, è stata sedotta e truffata. Dietro il militare-fantasma, c’erano infatti due giovani nigeriane, ora denunciate, che appartengono allo stesso gruppo di truffatori online che l’inviato di Striscia la Notizia Moreno Morello sta smantellando.

E adesso la signora olbiese che pensava che con l’uomo visto anche in fotografia (il volto era di un altro) potesse sbocciare un grande amore, non solo ha perso trentamila euro ma probabilmente perderà anche il marito vero.

La truffa romantica (romance scams) è stata scoperta dai carabinieri della stazione di Olbia Centro del reparto territoriale, guidati dal tenente colonnello Davide Crapa, dopo tre mesi di indagini che hanno appunto portato alle autrici di questo raggiro (non unico).

La partenza è sempre la stessa: si crea un contatto sui social (in questo caso Facebook oltre al sistema messaggistico Hangout), poi si prosegue con le mail e con le comunicazioni di Iban sempre diversi per spillare il denaro alla persona finita in trappola. Le telefonate, invece, non fanno di solito parte del piano dei truffatori romantici.

Tutto comincia circa un anno fa quando Francesca (nome di fantasia) riceve una richiesta di amicizia su Facebook. I truffatori che si muovono sulle diverse piattaforme pescano nel mucchio ma studiano le donne sui social. Poi fanno una scrematura e si concentrano su un gruppo più ristretto. Prima o poi, una finisce nella rete.

Richard Miller è abilissimo. Bello. Affascinante. Impossibile non rimanerne colpiti. E poi la sua storia incanta Francesca. Lui le racconta di essere in missione in Iraq (ma è tutto finto), di essere in un momento di difficoltà finanziaria e di dover assistere in Patria i suoi figli minorenni, orfani di madre. Ma le dice anche che presto riceverà un milione e mezzo di dollari (una parte dei quali li avrebbe dati a Francesca) e che ogni sofferenza finirà. I messaggi tra i due sono sempre più frequenti, lui ripete alla donna di innamorarsi ogni giorno di più e lei contraccambia. Non solo. Arriva a chiedergli più volte di incontrarsi senza capire che tutte quelle scuse che si sente ripetere (“Non posso, ho le licenze bloccate”) nascondono una truffa.

Le due nigeriane responsabili che vestono i panni di Miller sono bravissime a usare il linguaggio militare e Francesca continua a credere che tutto sia vero.

Era talmente coinvolta in questa storia virtuale, che ha cominciato a contrarre finanziamenti personali e prestiti pur di aiutare il suo amore. Sino a versare (attraverso bonifici Iban e ricariche su carte di credito) 30mila euro.

Ma quando la donna ha finalmente capito di essersi imbattuta in una truffa online, ha presentato una denuncia ai carabinieri. Gli investigatori si sono messi immediatamente al lavoro dallo scorso ottobre: hanno incrociato i dati dei pagamenti telefonici, social e anagrafici e sono riusciti a rintracciare nel Milanese le due giovani donne nigeriane. A perquisire la loro casa sono stati i militari del capoluogo lombardo. E hanno recuperato alcune carte di credito (ormai vuote) in cui risultava confluita una parte del denaro. Altri pagamenti, invece, erano stati fatti su conti esteri in particolare Germania e Spagna).

Entrambe le nigeriane devono rispondere di truffa pluriaggravata. Le indagini però non sono concluse. Si sa che il gruppo di truffatori è quello smascherato da Marco Morello ma non si escludono ulteriori complici. E probabilmente non si esclude nemmeno che altre donne galluresi possano essere finite nella stessa rete.

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