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Olbia

Poesia gallurese, la stella è Columbano

Poesia gallurese, la stella è Columbano

Ha vinto il secondo posto al Premio Ozieri rilanciando la tradizione della “moda”

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OLBIA. In sessantuno edizioni, i poeti galluresi riusciti a ricevere una menzione importante in terra logudorese sono pochissimi. Anche per questo, il secondo posto di Andrea Columbano al Premio Ozieri – il concorso letterario più prestigioso dell’isola – è una medaglia al merito che vale anche più del solo plauso della giuria. Nella sezione “tra poesia e cantigu”, il poeta e studioso olbiese ha impressionato con il suo componimento “Invitu alla poetica moda”. Una poesia premiata non solo per aver incontrato il favore dei giudici, ma per il ruolo e la responsabilità di far sopravvivere la lunga tradizione legata alla “moda”. «Un genere che nel tempo è andato a perdersi – spiega Columbano –. Oggi insieme a me è rimasto un solo poeta in grado di scrivere mode, Lorenzo Mariano, e proprio da lui ho imparato». Candu la menti s’agatta sirena\trasfolma lu chi pensa in puisia,\in dugna sestu poni cuidatu: sono i primi tre versi della poesia-manifesto presentata. «Quando la mente è serena si può scrivere poesia e questa condizione conforta il poeta – ne dà una spiegazione l’autore –, e il testo vuole essere un invito agli altri poeti galluresi a tornare alla tradizione della moda». Un genere ostico, composto da versi (il componimento di Columbano ne ha 36 divisi in tre “fiori”, ossia strofe) che vanno ripetuti e rovesciati, «io lo chiamo rompicapo, perché così è. Nel momento del ribaltamento dei versi la difficoltà è trovare le giuste parole per far sì che la metrica rimanga comunque invariata». Un genere dalla forte resa musicale, veniva portato sui palchi dai poeti improvvisatori («anche se per la sua difficoltà, la moda veniva preparata a tavolino e imparata a memoria»). Columbano al Premio Ozieri non ha recitato il testo come gli altri ma l'ha cantato. «È il riconoscimento più importante ricevuto». Cari cullega cun cultesi affettu gaddhuresi di supra e di lu mari, femu torra la "moda" illi paesi v'invitu a no timilla chista "strega". (p.a.)

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