Spaccio a La Paduledda: 7 condanne
Trinità, pene fino a cinque anni per i nigeriani ospiti nel centro di accoglienza
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TRINITÀ D’AGULTU. Raffica di condanne per gli ospiti del centro di accoglienza di “La Paduledda” arrestati poco meno di un anno fa, con l’accusa di aver messo in piedi una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, in prevalenza eroina, nella struttura di Trinità D’Agultu. L’indagine antidroga condotta dai carabinieri della compagnia di Valledoria e coordinata dal procuratore Gregorio Capasso, aveva sgominato la banda composta da giovanissimi cittadini nigeriani. Erano finiti in manette in otto: sette ospiti del centro di accoglienza e un residente a Sassari, Samuel Etim, ritenuto dagli inquirenti il fornitore. Ieri, l’imputato, difeso dall’avvocato Carlo Pinna Parpaglia, processato con rito abbreviato – in aula il pm Mauro Lavra – è stato condannato a 5 anni e 4 mesi dal gip del tribunale di Tempio Caterina Interlandi. Processati con rito abbreviato e condannati anche i cinque imputati difesi dall’avvocato Francesco Sasso: 2 anni e 8 mesi di reclusione per Ose Frederick Elebhose, Miracle Imade, Emma Bramoh e Godwin Ewaiotomi, mentre Johnbull Lucky è stato condannato a 4 anni.
Hanno invece chiesto di patteggiare la pena Stanley Oghomwen e Azuka Eguenu, difesi dall’avvocato Giampietro Cocco. Il gip ha rigettato il patteggiamento per Stanley che sarà dunque processato con rito ordinario, mentre il gip ha accettato il patteggiamento a 3 anni per l’altro connazionale.
Il gruppo di cittadini nigeriani, stando ai risultati dell’indagine che si è avvalsa anche di intercettazioni e video, avevano trasformato il centro di accoglienza in una vera e propria centrale di spaccio. Per acquistare la droga arrivavano da tutto il nord Sardegna, soprattutto dalla Gallura. Gli ospiti arrestati nascondevano in bocca le dosi di eroina, pronti a ingoiarle qualora ci fosse stato un blitz delle forze dell’ordine. Dal cancello allungavano le dosi agli acquirenti mettendo in tasca i soldi, ma qualche volta barattavano l’eroina con la marijuana. Dopo cinque mesi di attività investigativa, l’operazione dei carabinieri che aveva stroncato il fiorente giro di spaccio. (t.s.)
Hanno invece chiesto di patteggiare la pena Stanley Oghomwen e Azuka Eguenu, difesi dall’avvocato Giampietro Cocco. Il gip ha rigettato il patteggiamento per Stanley che sarà dunque processato con rito ordinario, mentre il gip ha accettato il patteggiamento a 3 anni per l’altro connazionale.
Il gruppo di cittadini nigeriani, stando ai risultati dell’indagine che si è avvalsa anche di intercettazioni e video, avevano trasformato il centro di accoglienza in una vera e propria centrale di spaccio. Per acquistare la droga arrivavano da tutto il nord Sardegna, soprattutto dalla Gallura. Gli ospiti arrestati nascondevano in bocca le dosi di eroina, pronti a ingoiarle qualora ci fosse stato un blitz delle forze dell’ordine. Dal cancello allungavano le dosi agli acquirenti mettendo in tasca i soldi, ma qualche volta barattavano l’eroina con la marijuana. Dopo cinque mesi di attività investigativa, l’operazione dei carabinieri che aveva stroncato il fiorente giro di spaccio. (t.s.)
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