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sanità 

La Fials: «Personale, gravi disagi negli ospedali della Gallura»

di Giuseppe Pulina

OLBIA. Anche la Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità) prende posizione in merito alle tante vertenze che stanno investendo gli ospedali della Gallura a proposito del disagio...

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OLBIA. Anche la Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità) prende posizione in merito alle tante vertenze che stanno investendo gli ospedali della Gallura a proposito del disagio lamentato dagli operatori sanitari. La nota del sindacato si riferisce alla più generale situazione delle strutture ospedaliere del nord Sardegna, ma è soprattutto sugli ospedali galluresi e, in particolare, sul “Paolo Dettori” di Tempio che il vice segretario regionale Fials, Paolo Cugliara, richiama l’attenzione, sottolineando la presenza di «condizioni che parrebbero essere state portate anche all’interesse della Procura». Una sottolineatura volta a far presente la gravità delle questioni sollevate.

Per Cugliara, in effetti, non mancherebbero i dati per documentarla. Si tratterebbe di dati relativi al numero delle malattie e degli infortuni sul lavoro, ma anche delle richieste di trasferimento inoltrate dal personale. Più che sufficienti, si legge nel comunicato, «per comprendere il malessere degli operatori sanitari sottoposti alla Direzione delle Professioni Sanitarie, a una gestione senza regole e senza tutele».

Il duro intervento della Fials e le parole inequivocabili del suo vice segretario regionale intendono definire uno scenario che potrebbe essere comune a più strutture ospedaliere. Il sindacato parla di trasferimenti messi in atto «al di fuori della normativa vigente», del mancato rispetto delle prescrizioni del medico competente e della mancanza di una graduatoria e di un regolamento per la mobilità. A questa già lunga lista di criticità andrebbero aggiunte anche la violazione delle norme contrattuali e dei meccanismi di avvicinamento previsti dalla legge 104. «I lavoratori – rimarca Cugliara – non riescono ad andare avanti, sono costretti a fermarsi, creando, loro malgrado, un vuoto assistenziale». Segno che il loro disagio finisce poi con il condizionare la performance professionale, fatto ancor più grave in un periodo complicato come il presente. Fials chiede, allora, l’intervento immediato del commissario straordinario, perché si proceda con quello che definisce il ripristino delle regole. Oltre alle regole da ripristinare, viene avanzata un'ulteriore richiesta perché si avvii «un’analisi sull’operato di chi dovrebbe gestire nel rispetto di tutti i professionisti e non di pochi eletti».

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