Olbia, il Grig: «Sa Testa è inedificabile. Cipnes e Comune si rassegnino»

Il Gruppo di intervento giuridico contro il progetto del Consorzio industriale di un polo ricettivo-turistico-nautico tra la spiaggia della vecchia dogana e il promontorio davanti al faro

OLBIA. Intoccabile e protetto tre volte. Il progetto di un polo turistico-ricettivo-nautico su venti ettari del promontorio di Sa Testa, a firma Consorzio industriale, dovrà fare i conti con tre livelli di tutela.

Lo ricorda al Comune e al Cipnes il Gruppo di intervento giuridico. «L'area di Sa Testa - spiega il presidente Stefano Deliperi - è tutelata con vincolo paesaggistico, vincolo di conservazione integrale in quanto l'area rientra tra i “sistemi a baie e promontori, falesie e piccole isole” e in palese contrasto con la disciplina del Piano paesaggistico in quanto rientrante nella fascia costiera in cui è precluso qualunque intervento di trasformazione nelle aree inedificate». 

Il Consorzio industriale nei giorni scorsi ha ricevuto dal Comune i venti ettari di terreno che dalla spiaggia della vecchia dogana si arrampicano sul promontorio di Sa Testa. La giunta del sindaco Settimo Nizzi ha approvato all'unanimità l'accordo con cui si dice sì alla riperimetrazione dell'area industriale di Cala Saccaia, che va oltre l'ultimo cantiere nautico al confine con Sa Testa come stabilito invece nel piano urbanistico. Puc che tra l'altro inquadra quelle aree come H, di tutela integrale. 

Nello stesso accordo il Cipnes ha ceduto all'ente locale 8 ettari che corrispondono al quartiere di Tilibbas, zona già urbana ma che faceva parte del perimetro di competenza del Consorzio industriale.

«La “revisione del perimetro territoriale” - spiega il Grig - rientrante nel piano consortile della zona industriale appartiene alla materia “piani territoriali ed urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe, pareri da rendere per dette materie” di competenza del consiglio comunale. Per cui siamo davanti a un atto adottato da organo incompetente, perciò nullo».  

 «Il Ppr - aggiunge Deliperi - è poi strumento di pianificazione sovraordinato alla pianificazione urbanistica e a quella di settore, ad esempio industriale, nonché immediatamente vincolante. Il progetto di cantieri e hotel a Sa Testa è una riedizione in scala minore di analogo progetto speculativo del 2004. Tutto all’insegna di quel cemento che rende stolidamente felici troppi galluresi. L’area del promontorio di Sa Testa è ricca di macchia mediterranea, tutt'altro che zona degradata come qualche buontempone vorrebbe farla passare. Il cemento piace troppo a certi amministratori pubblici? Bene, si mettano a dieta».

 

WsStaticBoxes WsStaticBoxes