La Nuova Sardegna

Olbia

«La Provincia c’è, va fatta funzionare»

di Serena Lullia
«La Provincia c’è, va fatta funzionare»

I consiglieri regionali galluresi di maggioranza e opposizione soddisfatti per il ritorno all’autonomia amministrativa

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OLBIA. La Gallura ha di nuovo la sua autonomia amministrativa. Una conquista che il territorio ha voluto dal giorno dopo l’abolizione delle province per referendum. Ma perché sia una vittoria di sostanza più che di like o applausi l’ente del nord-est dovrà essere riempito di competenze per dare risposte ai territori. Per ora la provincia è un ente di secondo livello, a costo zero, come stabilito dalla legge nazionale. Il presidente sarà uno dei 26 sindaci della Gallura. «Sono contento di aver dato impulso alla decisione di rivedere l’assetto degli enti locali – dice Giuseppe Meloni, Pd, firmatario del primo disegno di legge sulla provincia del nord-est ai tempi della giunta Pigliaru con i colleghi allora di opposizione, Giuseppe Fasolino e Giovanni Satta. Ddl riproposto all’indomani della vittoria di Solinas sempre con Satta –. La mia proposta era stata presentata due anni fa ed è arrivata al traguardo insieme ad altre, tra l’altro in un momento delicato. Spero che gli errori del passato servano a far capire alla classe politica con quali risorse e competenze gestire l’ente. La grande scommessa ora è farla funzionare bene. Sono quindi soddisfatto per questo traguardo, ma in questo momento le mie preoccupazioni più grandi sono come uscire dalla pandemia, la ripresa economica post Covid e la situazione dei lavoratori Air Italy».

Soddisfatto il consigliere del Psd’Az, Giovanni Satta: «Abbiamo dato a risposte a tutti i territori dell’isola, ma quello che più di tutti aveva diritto a questa provincia è la Gallura. Per cultura, storia, tradizioni, per il tessuto economico e la battaglia trentennale per l’autonomia. Un ente di secondo livello che non comporterà spese perché non sono previste indennità. Gli enti hanno poi già le sedi, personale e risorse, che saranno amministrate in loco dall’assemblea dei sindaci. Questo significa autonomia». «Il testo di legge sugli enti locali è la vittoria di tutti i territori sardi – dice il consigliere regionale della Lega, Dario Giagoni –, perché tiene conto dell’identità e delle peculiarità di ogni area della Sardegna. La rinascita della nostra provincia era una promessa fatta in campagna elettorale che rispondeva a una richiesta forte della gente. L’istituzione è un primo passo. Ora l’assessorato competente deve inquadrare gli enti per avvicinare l’amministrazione alle persone. Ho sollecitato che venga aperta una sezione staccata dell’istituto zooprofilattico. C’è poi da lavorare a livello nazionale per una revisione della legge Delrio per l’elezione diretta». Per Roberto Li Gioi, del M5s, «sarà veramente e definitivamente una bella notizia quando l’ente sarà finalmente dotato di tutte le risorse finanziarie necessarie per svolgere a pieno le proprie competenze, fondamentali per dare quelle risposte concrete che i cittadini galluresi aspettano da troppo tempo». Angelo Cocciu, FI: «Dal punto di vista personale una grandissima soddisfazione. Con riforma sanitaria, decollo del Mater, Piano Casa e sede Assl a Olbia la provincia era uno dei nostri obiettivi più importanti. Personalmente ho fatto un grandissimo lavoro, e ho combattuto con fortissime tensioni in maggioranza. Sono arrivato a creare il blocco delle commissioni perché se non fosse passata la legge sulle province non sarebbe passato altro». Per Giovanni Antonio Satta, Forza Sardegna, «un traguardo storico: ridare il primato alla ragione e alla legge e, contestualmente, riconoscere che le diverse regioni della Sardegna hanno una dignità e un peso che affondano le radici nella storia della nostra isola. Una annotazione particolare merita il territorio da cui provengo il Monte Acuto. E che oggi, in parte, trova spazio nella futura provincia del nord-est. Io credo che il collegamento di questo territorio con la Gallura sarà foriero di novità positive per le popolazioni che ci abitano e operano e per l’intera Sardegna».

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