Filma gli abusi sessuali, via al processo
di Tiziana Simula
In tribunale olbiese sessantenne accusato di violenza. La vittima aveva 16 anni
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OLBIA. Avrebbe abusato di lei e poi l’avrebbe ricattata dicendole che avrebbe fatto vedere in giro i filmati dei loro incontri se non avesse continuato ad avere rapporti sessuali con lui. Un uomo di 60 anni è finito a processo con l’accusa di violenza sessuale aggravata: vittima degli abusi e dei ricatti una ragazza che all’epoca dei fatti aveva 16 anni.
Stando alle accuse, l’uomo avrebbe abusato dell’adolescente per anni, costringendola a continuare ad avere rapporti sessuali con lui sotto la minaccia di mostrare i video ai suoi familiari e amici. E in un’occasione avrebbe fatto circolare un video. «Se non vieni con me, li faccio vedere», le diceva. A lungo sarebbe stata tenuta in pugno da quell’uomo. Finché non ha avuto la forza di ribellarsi al suo ricatto e di denunciare tutto ai carabinieri. Che hanno messo fine ad abusi e minacce. I militari sono risaliti al presunto responsabile delle violenze a cui hanno sequestrato il cellulare. E lì hanno trovato i filmati con la prova che incastrerebbe il 60enne, riconoscibile in quelle immagini. La vicenda – i fatti risalgono al 2016 – è finita ora in tribunale. Ieri il collegio dei giudici, presieduto da Marco Contu, ha sentito un maresciallo dei carabinieri che si occupò delle indagini. Nella prossima udienza fissata a luglio sarà chiamata a testimoniare la stessa presunta vittima degli abusi.
Il sessantenne è difeso dall’avvocato Alberto Piccinnu. Respinge tutte le contestazioni del pubblico ministero Mauro Lavra.
In qualche occasione la giovane avrebbe avuto rapporti sessuali in cambio di soldi, circostanza che sarebbe stata confermata dalla stessa ragazza.
Stando alle accuse, l’uomo avrebbe abusato dell’adolescente per anni, costringendola a continuare ad avere rapporti sessuali con lui sotto la minaccia di mostrare i video ai suoi familiari e amici. E in un’occasione avrebbe fatto circolare un video. «Se non vieni con me, li faccio vedere», le diceva. A lungo sarebbe stata tenuta in pugno da quell’uomo. Finché non ha avuto la forza di ribellarsi al suo ricatto e di denunciare tutto ai carabinieri. Che hanno messo fine ad abusi e minacce. I militari sono risaliti al presunto responsabile delle violenze a cui hanno sequestrato il cellulare. E lì hanno trovato i filmati con la prova che incastrerebbe il 60enne, riconoscibile in quelle immagini. La vicenda – i fatti risalgono al 2016 – è finita ora in tribunale. Ieri il collegio dei giudici, presieduto da Marco Contu, ha sentito un maresciallo dei carabinieri che si occupò delle indagini. Nella prossima udienza fissata a luglio sarà chiamata a testimoniare la stessa presunta vittima degli abusi.
Il sessantenne è difeso dall’avvocato Alberto Piccinnu. Respinge tutte le contestazioni del pubblico ministero Mauro Lavra.
In qualche occasione la giovane avrebbe avuto rapporti sessuali in cambio di soldi, circostanza che sarebbe stata confermata dalla stessa ragazza.
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