Area isolamento Covid anche al “Paolo Dettori”
di Angelo Mavuli
Allestito all’ospedale di Tempio un prefabbricato per gestire i pazienti sospetti Sparisce la tenda da campo: ora il pre-triage ora si fa in un container attrezzato
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TEMPIO. Una nuova area di isolamento per i casi di Covid sospetti e un box (al posto della tenda da campo) per il pre triage. Sono stati allestiti dalla Ass di Olbia all’ospedale Paolo Dettori per garantire un’assistenza adeguata e per poter operare soprattutto in totale sicurezza .
Il box prefabbricato di 15 metri quadri, allestito di fronte all’ingresso del pronto soccorso per essere utilizzato appunto per il pre triage, è dotato di impianto elettrico a uso medicale e di climatizzazione. Non solo. E’ direttamente collegato alla camera calda dell’ospedale.
Si sono inoltre conclusi nella tarda mattinata di ieri con la sistemazione degli impianti, i lavori della nuova area di isolamento: una struttura prefabbricata già pienamente operativa che consentirà di valutare e gestire in sicurezza pazienti sospetti per patologia Covid 19.
«All’interno - spiegano dalla direzione della Assl - ci sono due postazioni per la gestione dei pazienti a media-alta intensità di cure. I malati, in questo modo, potranno seguire un percorso diagnostico dedicato, che eviti contatti con coloro che si rivolgono al ponto soccorso per altrei patologie. Il container è un vero e proprio ambulatorio di circa ottanta metri quadri, dotato di riscaldamento autonomo e attacchi per eventuali apparecchiature medicali. La struttura è direttamente connessa al pronto soccorso tramite la camera calda così da evitare spostamenti di pazienti all’esterno. Il progetto - precisa ancora la Assl - è il completamento di un percorso di rafforzamento delle strutture ospedaliere del territorio avviato già nel 2020 e che ha visto la collaborazione di diversi servizi sia tecnici che sanitari, tutti impegnati al raggiungimento dell’obbiettivo».
Si registra intanto una nuova protesta riguardo ai disservizi sanitari. E a farsi portavoce di una “situazione assurda che si è purtroppo verificata” è la presidente dell’Avis sezionale, Caterina Secci. È lei a raccontare che ieri mattina «giornata dedicata, da sempre, alla donazione del sangue, io e altri donatori siamo stati costretti per l’ennesima volta, ad attendere al freddo e sotto la pioggia, di fronte al centro trasfusionale del Paolo Dettori, per poter effettuare la nostra donazione. Il centro trasfusionale, invece, ancora una volta, è rimasto vergognosamente chiuso, senza medici a disposizione, e con all’interno i nuovi macchinari inutilizzati. Che dire: è un’autentica vergogna».
Il box prefabbricato di 15 metri quadri, allestito di fronte all’ingresso del pronto soccorso per essere utilizzato appunto per il pre triage, è dotato di impianto elettrico a uso medicale e di climatizzazione. Non solo. E’ direttamente collegato alla camera calda dell’ospedale.
Si sono inoltre conclusi nella tarda mattinata di ieri con la sistemazione degli impianti, i lavori della nuova area di isolamento: una struttura prefabbricata già pienamente operativa che consentirà di valutare e gestire in sicurezza pazienti sospetti per patologia Covid 19.
«All’interno - spiegano dalla direzione della Assl - ci sono due postazioni per la gestione dei pazienti a media-alta intensità di cure. I malati, in questo modo, potranno seguire un percorso diagnostico dedicato, che eviti contatti con coloro che si rivolgono al ponto soccorso per altrei patologie. Il container è un vero e proprio ambulatorio di circa ottanta metri quadri, dotato di riscaldamento autonomo e attacchi per eventuali apparecchiature medicali. La struttura è direttamente connessa al pronto soccorso tramite la camera calda così da evitare spostamenti di pazienti all’esterno. Il progetto - precisa ancora la Assl - è il completamento di un percorso di rafforzamento delle strutture ospedaliere del territorio avviato già nel 2020 e che ha visto la collaborazione di diversi servizi sia tecnici che sanitari, tutti impegnati al raggiungimento dell’obbiettivo».
Si registra intanto una nuova protesta riguardo ai disservizi sanitari. E a farsi portavoce di una “situazione assurda che si è purtroppo verificata” è la presidente dell’Avis sezionale, Caterina Secci. È lei a raccontare che ieri mattina «giornata dedicata, da sempre, alla donazione del sangue, io e altri donatori siamo stati costretti per l’ennesima volta, ad attendere al freddo e sotto la pioggia, di fronte al centro trasfusionale del Paolo Dettori, per poter effettuare la nostra donazione. Il centro trasfusionale, invece, ancora una volta, è rimasto vergognosamente chiuso, senza medici a disposizione, e con all’interno i nuovi macchinari inutilizzati. Che dire: è un’autentica vergogna».
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