A Olbia il mago dei motori ha novant’anni e scrive canzoni

Giovanni Molinas va ogni giorno in officina dalle 9 fino a cena: «Ci andrei prima, ma mia moglie non vuole che mi ammali»

OLBIA. L’unico freno è rappresentato dalla moglie. «Non vuole che esca troppo presto, ha paura che, con il freddo del mattino, possa ammalarmi». Ma alle 9 in punto Giovanni Molinas è già in postazione, con addosso la tuta da meccanico e le dita delle mani costantemente sporche di grasso. Questa è la sua vita. E il fatto che abbia 90 anni sembra essere solo un dettaglio. «Li ho compiuti a novembre, sono del 1930. Comunque ho notato una cosa: se si rimane fermi, senza far niente, si invecchia prima. Quindi continuo a lavorare. E la domenica vado anche in campagna, dove ho un vigneto e un frutteto».

Il personaggio. Giovanni Molinas è un artigiano del motore. Meccanico da ben 73 anni. Nella sua officina in zona industriale ripara camion, pullman e altri mezzi pesanti. Ma è anche un poeta. Scrive canzoni, sia in lingua sarda che in gallurese, e suona pure la chitarra. «Avevo una bella dote, purtroppo però non l’ho saputa sfruttare al meglio. E questo ancora mi dispiace. Per me è un grande rimpianto».

Artista dei motori. Giovanni Molinas è il titolare di una officina autorizzata e specializzata in veicoli industriali Renault. «Sono nato e cresciuto a Berchiddeddu, ma mio padre era originario di Calangianus. Mi ricordo anche della guerra e del bombardamento di Olbia. Quando si sentiva la sirena, si scappava e si saliva sulla montagna, da dove ho visto tutto - racconta nel suo capannone -. A lavorare, invece, ho cominciato nel 1948, a Olbia. Sempre con i mezzi pesanti. Mi sono passati per le mani migliaia di motori. Diciamo che ne capisco, ma non di elettronica. Quella non fa per me». Molinas aveva iniziato a fare il meccanico a 18 anni in una officina che si trovava in via Torino. Poi per anni ha lavorato in via Vittorio Veneto e per tanto altro tempo in una traversa di via Roma. Undici anni fa, invece, il trasferimento in zona industriale. «Anche se abbiamo beccato i peggiori periodi: prima la crisi del lavoro, adesso il coronavirus. Non è facile».

La giornata tipo. Nella sua officina Giovanni Molinas ha alcuni dipendenti. Qui lavora anche Sandro, il figlio, mentre Laura, l’altra figlia, è consulente del lavoro. Novant’anni compiuti, Molinas si sveglia di primo mattino e alle 9 ha già le mani tra motori e altri pezzi di camion, furgoni, pullman e fuoristrada. Fa la pausa pranzo e il pomeriggio è di nuovo in officina, dove rimane fino a poco prima di cena. A Olbia lo conoscono come un autentico maestro dei motori che, come se niente fosse, smonta, aggiusta e poi rimonta. «Se sono bravo, devono essere gli altri a dirlo. L’esperienza però c’è», sottolinea con un accenno di sorriso. Sposato dal 1956 con Anna, Giovanni Molinas è insomma uno che non riesce a stare mai fermo. «Mia moglie è un carabiniere: non mi fa uscire presto. Quindi lavoro dalle 9, altrimenti almeno un quarto d’ora prima sarei anche venuto in officina». Finita la settimana, la domenica si ritira invece nel suo terreno di Berchiddeddu, dove cura con amore una vigna e un frutteto che gli danno delle gran belle soddisfazioni.

Meccanico e poeta. I motori sono sicuramente la sua vita. Ma la grande passione di Giovanni Molinas sono il canto, la poesia e la chitarra. Il repertorio delle sue canzoni, scritte di suo pugno, è piuttosto vario: si va dall’elezione di Francesco Cossiga a presidente della Repubblica fino al dramma della pandemia di coronavirus. «Ho sempre cantato e scritto poesie – racconta ancora Giovanni Molinas -. Un caro amico di Genova, sposato con una donna di Berchiddeddu, un giorno mi aveva detto: “Se vieni con me, ti faccio studiare a spese mie e ti faccio diventare qualcuno”. Babbo era contento, io un po’ così, dovevo lavorare. Però ho sbagliato, avrei dovuto pensarci meglio. Comunque ancora oggi continuo a cantare e a scrivere canzoni a mano. Dovrei ricopiarle a macchina. Anche in officina, durante il lavoro, mi capita spesso di canticchiare, è un qualcosa che mi fa stare bene».

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