Class action per l’acqua il Covid rallenta i rimborsi
di Angelo Mavuli
Giorgio Vargiu (Adiconsum): «L’accordo con Abbanoa c’è, manca la ratifica» Paolo Sanna: «Previsti 1,5 euro per ogni giorno di non potabilità sopportata»
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TEMPIO. Class Action contro Abbanoa: si avvicina l’ora x. E’ stato raggiunto da tempo un accordo tra l’ente che gestisce il servizio idrico e Adiconsum (l’associazione che tutela i diritti dei consumatori), manca solo la ratifica, rallentata dall’emergenza sanitaria. Ma appena ci sarà il sigillo, i cittadini dovrebbero essere rimborsati. E la questione dovrebbe chiudersi una volta per tutte.
A fare il punto della situazione e a ricordare le tappe di questa battaglia è Giorgio Vargiu, presidente di Adiconsum Sardegna, (Associazione Italiana Difesa Consumatori e Ambiente). «I consumatori di Tempio sono interessati a due Class Actions sulla rete idrica gestita da Abbanoa. Una promossa inizialmente da un comitato di Castelsardo, relativa al periodo 2012-2015, alla quale aderirono 1100 tempiesi; l'altra relativa al periodo che va dal gennaio 2016 in poi, promossa proprio dall’ora disciolto Comitato Civico Essere Cittadini guidato da Paolo Sanna e che raccolse, anche col supporto logistico dell’amministrazione comunale di quel tempo, un mare di adesioni. La prima class action è ormai giunta alla fase del pronunciamento definitivo da parte del Tribunale di Cagliari, mentre sulla seconda il tribunale sta per decidere sulla sua ammissibilità. Su quest’ultima class action l’udienza è stata spostata dal 15 aprile scorso al prossimo 21 giugno, su richiesta delle parti. Un rinvio motivato dalla necessità di concedere un po’ di tempo al nuovo consiglio di amministrazione di Abbanoa, affinché possa avere cognizione di causa sulla trattativa in corso per la definizione e la ratifica di un accordo transattivo e arrivare così a chiudere entrambe le “azioni di classe”. Un accordo transattivo, peraltro già sostanzialmente concordato tra Adiconsum e Abbanoa ma non ancora ratificato - continua il presidente di Adiconsum -, a causa sia della pandemia che impedisce gli incontri, sia per le note vicissitudini societarie di Abbanoa che ha visto sostituiti i propri vertici per ben due volte in poco meno di dieci mesi».
«Se l’accordo venisse confermato nella sua stesura definitiva - aggiunge Paolo Sanna, promotore delle due class action -, lo stesso prevedrà un rimborso di 1,5 euro per ogni componente del nucleo familiare e per ogni giorno di non potabilità sopportata. La somma dovrebbe andare a scomputo di eventuali debiti pregressi o, in assenza, utilizzata per i futuri consumi». In tempi brevi arriverà a sentenza anche la class action sui conguagli regolatori, presentata da Unidos, sempre supportata da Adiconsum.
A fare il punto della situazione e a ricordare le tappe di questa battaglia è Giorgio Vargiu, presidente di Adiconsum Sardegna, (Associazione Italiana Difesa Consumatori e Ambiente). «I consumatori di Tempio sono interessati a due Class Actions sulla rete idrica gestita da Abbanoa. Una promossa inizialmente da un comitato di Castelsardo, relativa al periodo 2012-2015, alla quale aderirono 1100 tempiesi; l'altra relativa al periodo che va dal gennaio 2016 in poi, promossa proprio dall’ora disciolto Comitato Civico Essere Cittadini guidato da Paolo Sanna e che raccolse, anche col supporto logistico dell’amministrazione comunale di quel tempo, un mare di adesioni. La prima class action è ormai giunta alla fase del pronunciamento definitivo da parte del Tribunale di Cagliari, mentre sulla seconda il tribunale sta per decidere sulla sua ammissibilità. Su quest’ultima class action l’udienza è stata spostata dal 15 aprile scorso al prossimo 21 giugno, su richiesta delle parti. Un rinvio motivato dalla necessità di concedere un po’ di tempo al nuovo consiglio di amministrazione di Abbanoa, affinché possa avere cognizione di causa sulla trattativa in corso per la definizione e la ratifica di un accordo transattivo e arrivare così a chiudere entrambe le “azioni di classe”. Un accordo transattivo, peraltro già sostanzialmente concordato tra Adiconsum e Abbanoa ma non ancora ratificato - continua il presidente di Adiconsum -, a causa sia della pandemia che impedisce gli incontri, sia per le note vicissitudini societarie di Abbanoa che ha visto sostituiti i propri vertici per ben due volte in poco meno di dieci mesi».
«Se l’accordo venisse confermato nella sua stesura definitiva - aggiunge Paolo Sanna, promotore delle due class action -, lo stesso prevedrà un rimborso di 1,5 euro per ogni componente del nucleo familiare e per ogni giorno di non potabilità sopportata. La somma dovrebbe andare a scomputo di eventuali debiti pregressi o, in assenza, utilizzata per i futuri consumi». In tempi brevi arriverà a sentenza anche la class action sui conguagli regolatori, presentata da Unidos, sempre supportata da Adiconsum.
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