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Scudo per il consolato dei Paesi Bassi

Scudo per il consolato dei Paesi Bassi

Cristina Ricci: «Fu creato nel 1815 su richiesta del re Guglielmo I»

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OLBIA. La facciata del consolato ora è completa. Negli ultimi giorni, sull’edifico di via Pinturicchio che ospita dallo scorso agosto la sede del consolato dei Paesi Bassi, è comparso uno scudo. Nero, con leoni d’oro e gonfalone azzurro. Simbolo riconoscitivo posto appena sotto la bandiera col tricolore neerlandese.

Adesso la sede è riconoscibile a tutti gli effetti, come dice la console onoraria Cristina Ricci, che spiega così lo scudo: «È una sorta di patchwork di tre elementi, creato nel 1815 su richiesta del primo re neerlandese, Guglielmo I. Prima di quella data, infatti, i Paesi Bassi erano una Repubblica nata dopo la rivolta contro Filippo II di Spagna, istituita con la dichiarazione d’indipendenza del 1578. Al centro dello scudo campeggia su un gonfalone azzurro con piccoli blocchi d’oro un leone: questo è stato ripreso dal casato di Nassau – racconta lei con precisione –, antica famiglia di nobile stirpe germanica, dalla quale provengono i reali nederlandesi. La scritta "je maintiendrai” proviene invece dal principato di Orange. La Repubblica venne affondata nel 1795 dalle truppe di Napoleone e dallo stemma allora in vigore sono stati ripresi nello scudo i seguenti elementi: il fascio di sette frecce nella zampa del leone che simboleggiano l sette province, la spada imbracciata dal leone e la corona sopra il gonfalone».

Nel sin qui breve incarico, la console dei Paesi Bassi ha svolto già alcune attività di assistenza a cittadini olandesi dell'intero territorio isolano, e lo scorso marzo ha inoltre organizzato l'incontro tra il consorzio industriale Cipnes e il gruppo consolare della Sardegna. (p.a.)

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