Voglia di libertà nel canto del debutto
di Giuseppe Pulina
Tempio. Si chiama Kaleido il primo singolo dei S.A.D: il videoclip è già sul web
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TEMPIO. Già se ne parla, ma sarà inevitabile che di loro si parli sempre di più. Il videoclip che racconta con un’impeccabile tecnica cinematografica i contenuti del loro primo single sta circolando da pochi giorni e sta già collezionando nel web un numero enorme di visualizzazioni. La canzone s’intitola “Kaleido” e porta la firma di una neonata e promettentissima band: i S.A.D. Un acronimo che mette insieme le iniziali dei tre musicisti, tre amici di lunga data, che hanno visto nella loro passione comune un modo per sfuggire all’angoscia del lockdown.
Si tratta di Selis (Giovanni Selis), Azor Mari (Carlo Maria Menicucci) e Drashi (Giovanni Masia). Giovanni Selis è laureato in canto lirico al Conservatorio, Masia è batterista professionista e Menicucci, che ha sempre coltivato l’amore per il canto e per la musica, è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia in Costume. “Kaleido” è il primo singolo, completamente autoprodotto, scritto e cantato dai tre, di un progetto artistico nato nel maggio dello scorso anno. In lavorazione c’è dell’altro e, se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, è destino che i S.A.D. continueranno a sorprendere tutti.
«Gruppo e single – spiega Azor Mari – sono nati con la voglia di evadere dalla triste monotonia delle chiusure e dalla pesante energia che si respirava nelle strade e nel mondo. Per cui il primo pensiero, dato che la musica è il filo conduttore di tutti e tre, che proveniamo da esperienze completamente diverse, è stato rievocare un’onda già di ritorno nel panorama musicale e audiovisivo occidentale, ossia i revival anni ’80, ’90 e 2000, e unirla ad altre suggestioni».
E così è venuto fuori “Kaleido”, mix di dance, pop e trap, cantato in italiano e inglese. Un invito a pensare positivo e scrollarsi di dosso la cappa di tristezza e affanni di questi giorni non facili. «Il tema principale della canzone - spiegano i tre giovani musicisti - è il ritorno alla libertà, all’emozione di gioia e a quella bella energia che si respirava negli anni ’90 e nei primi 2000; il nativo americano, che compare nel video e che in molti ci chiedono cosa rappresenti, è semplicemente la persona comune che si spoglia delle cose superflue e materiali e, affrancato, si riconnette a sé stesso e alla natura».
Il videoclip immortala alcuni degli scenari più belli dell’architettura urbana e dei dintorni di Tempio. È stato determinante il supporto di Giacomo Prasciolu e Milena Canu, titolari di un’agenzia di videomaking che cura con grande professionalità le produzioni musicali. Nel video compaiono tanti giovani tempiesi (comparse, ballerine) che si sono prestati alle riprese. «Tra i tanti che ci hanno sostenuto, c’è la famiglia Baffigo che ha fornito con estrema gentilezza le sue vetrine e il suo punto vendita come campo base di varie riprese, e così anche Alessio Chessa che si è prestato non solo a diventare un più che verosimile nativo americano, ma anche a permetterci di usufruire nella sua proprietà del tempio naturale che si può ammirare nella maggior parte delle scene e che si trova nei pressi di Tempio». Oltre che essere un bel prodotto musicale, “Kaleido” è così anche il manifesto video e sonoro di una città che vuole mantenere viva la speranza di tempi migliori.
Si tratta di Selis (Giovanni Selis), Azor Mari (Carlo Maria Menicucci) e Drashi (Giovanni Masia). Giovanni Selis è laureato in canto lirico al Conservatorio, Masia è batterista professionista e Menicucci, che ha sempre coltivato l’amore per il canto e per la musica, è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia in Costume. “Kaleido” è il primo singolo, completamente autoprodotto, scritto e cantato dai tre, di un progetto artistico nato nel maggio dello scorso anno. In lavorazione c’è dell’altro e, se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, è destino che i S.A.D. continueranno a sorprendere tutti.
«Gruppo e single – spiega Azor Mari – sono nati con la voglia di evadere dalla triste monotonia delle chiusure e dalla pesante energia che si respirava nelle strade e nel mondo. Per cui il primo pensiero, dato che la musica è il filo conduttore di tutti e tre, che proveniamo da esperienze completamente diverse, è stato rievocare un’onda già di ritorno nel panorama musicale e audiovisivo occidentale, ossia i revival anni ’80, ’90 e 2000, e unirla ad altre suggestioni».
E così è venuto fuori “Kaleido”, mix di dance, pop e trap, cantato in italiano e inglese. Un invito a pensare positivo e scrollarsi di dosso la cappa di tristezza e affanni di questi giorni non facili. «Il tema principale della canzone - spiegano i tre giovani musicisti - è il ritorno alla libertà, all’emozione di gioia e a quella bella energia che si respirava negli anni ’90 e nei primi 2000; il nativo americano, che compare nel video e che in molti ci chiedono cosa rappresenti, è semplicemente la persona comune che si spoglia delle cose superflue e materiali e, affrancato, si riconnette a sé stesso e alla natura».
Il videoclip immortala alcuni degli scenari più belli dell’architettura urbana e dei dintorni di Tempio. È stato determinante il supporto di Giacomo Prasciolu e Milena Canu, titolari di un’agenzia di videomaking che cura con grande professionalità le produzioni musicali. Nel video compaiono tanti giovani tempiesi (comparse, ballerine) che si sono prestati alle riprese. «Tra i tanti che ci hanno sostenuto, c’è la famiglia Baffigo che ha fornito con estrema gentilezza le sue vetrine e il suo punto vendita come campo base di varie riprese, e così anche Alessio Chessa che si è prestato non solo a diventare un più che verosimile nativo americano, ma anche a permetterci di usufruire nella sua proprietà del tempio naturale che si può ammirare nella maggior parte delle scene e che si trova nei pressi di Tempio». Oltre che essere un bel prodotto musicale, “Kaleido” è così anche il manifesto video e sonoro di una città che vuole mantenere viva la speranza di tempi migliori.
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