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Olbia: ex palazzo Ferrovie, il Comune se lo aggiudica ma non c'è l'ok del tribunale

Olbia: ex palazzo Ferrovie, il Comune se lo aggiudica ma non c'è l'ok del tribunale

L’amministrazione ha partecipato, ma non era sola. Il giudice valuta la regolarità della procedura. Le minoranze chiedono che il sindaco riferisca in aula

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OLBIA. Bisognerà aspettare ancora qualche giorno per capire se l’ex dormitorio della ferrovia, in via Vittorio Veneto, è realmente entrato nel portfolio immobiliare del Comune. L’asta fallimentare si è regolarmente svolta e l’amministrazione, con l’investitura dell’intero consiglio comunale, ha partecipato per accaparrarsi il palazzo. Ma non era sola.

Le minoranze consiliari, Coalizione civica, M5S e Liberi e uniti per Olbia, attraverso una interrogazione, chiedono al sindaco Settimo Nizzi, di riferire in aula tutti i dettagli dell’operazione.

Per l’immobile che in passato è stato rifugio di fortuna per senzatetto, l’amministrazione sogna un futuro da social house.

Nel consiglio comunale in cui era stato discussa la volontà di comprare l’immobile all’asta, il sindaco aveva spiegato che l’edificio può avere solo finalità pubbliche. Una strada in discesa per l’ente locale.

L’ ex dormitorio delle Ferrovie, apparteneva a una società. Tramontato l’obiettivo di restaurarlo, la società era fallita e l’immobile era stato messo all’asta. Il palazzone, nel vecchio Piano di fabbricazione, aveva diversi potenziali usi, tra cui sala convegni e foresteria. Motivo per cui il privato in passato aveva cercato di rimetterlo a nuovo per farlo fruttare.

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Nel Piano urbanistico recentemente adottato, l’ex dormitorio ha cambiato destinazione urbanistica ed è diventato G2, con finalità pubbliche. Il curatore fallimentare aveva presentato anche una osservazione al Puc con cui contestava il cambio di destinazione, ma era stata bocciata. «Dal momento che la destinazione è pubblica e non potrà essere modificata all’asta i privati non potranno partecipare», aveva rassicurato Nizzi in aula. In realtà l’asta non è stata così solitaria e un privato, ha partecipato al rilancio, per poi desistere. Il giudice dovrà adesso valutare se l’asta si è svolta in modo corretto. Solo in quel caso potrà aggiudicare l’immobile al Comune. (se.lu.)
 

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