A Olbia fiorai in crisi dopo lo sgombero dei chioschi davanti al cimitero
di Serena Lullia
Gli ambulanti possono vendere solo dai furgoni: «Non c’è dignità nel lavorare così, il Comune ci aiuti»
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OLBIA. L’attesa per i nuovi chioschetti a norma sarà lunga. Nel frattempo i fiorai davanti al cimitero, autorizzati a vendere solo con i furgoni all’interno del piazzale, raccontano le difficoltà di lavorare in questo modo.
Giuseppe Fiori, uno degli ambulanti, ha accettato le nuove regole imposte dal Comune. Ha smantellato all’inizio dell’anno il chiosco abusivo ed è passato alla vendita con il camioncino. Vietata l’esposizione a terra della merce. L’interno del mezzo, un metro e 80 per un metro, fa da deposito e anche da vetrina. «Non c’è dignità nel lavorare in questo modo – dice il commerciante –. La notte i fiori restano chiusi dentro il furgone e marciscono. Di giorno non possiamo appoggiare a terra i contenitori o le piante. Quindi nell’unico spazio che ho a disposizione ho sistemato degli sgabelli per creare delle file per mostrare ai clienti la merce. Se non sanno che fiori ho, non possono sceglierli e poi acquistarli».
In questi giorni gli ambulanti stanno facendo i conti con la pioggia. E tra qualche settimana dovranno combattere con il sole. Non hanno nessun riparo. «Chiediamo al Comune e ai funzionari di mettersi una mano sul cuore e venirci incontro – aggiunge Fiori –. Non chiediamo soluzioni fuori legge, solamente di metterci nelle condizioni di lavorare un tantino meglio, con più dignità. Prima che vengano creati i nuovi chioschi servirà del tempo e noi per adesso stiamo andando in perdita. Lavoriamo tutto il giorno a volte per portare a casa dieci, venti euro. E alla fine del mese ci sono le bollette della luce di casa da pagare, i fornitori da saldare. Alcuni sono più sensibili e capiscono le nostre difficoltà. Ma altri giustamente chiedono i soldi perché anche loro vivono di quello. In questa situazione di difficoltà generale io almeno ho il mio furgoncino, ma un collega lo ha a noleggio. Spese che si aggiungono alle spese».
Per capire come si sia arrivati a questa situazione bisogna fare un rapido rewind. L’illegalità dei chioschi nel piazzale del cimitero era nota a tutti. Le amministrazioni che negli anni si sono succedute avevano tollerato la presenza dei quattro commercianti. Del tutto normale trovare davanti ai cimitero la vendita di fiori freschi da portare sule tombe dei propri cari. Nel mese di maggio dello scorso anno, le indagini scattate a seguito dell’incendio a una delle strutture, portano a galla la trentennale condizione di abusivismo dei chioschi. Alla fine dello scorso anno vengono notificate ai proprietari le ordinanze di sgombero dei chioschi e le nuove regole di vendita. Solo con furgoni, nei parcheggi assegnati dal Comune davanti alla statua di Padre Pio. Vietato esporre i fiori a terra, avere tavolini e ombrelloni.
Il sindaco Nizzi, in quell’occasione aveva anche annunciato lo studio del progetto dei nuovi chioschi. Tutto da decidere se la realizzazione sarà a carico dei titolari o del Comune. Di sicuro dovrà essere fatto un bando pubblico, come prevede la legge, per assegnare gli spazi.
Giuseppe Fiori, uno degli ambulanti, ha accettato le nuove regole imposte dal Comune. Ha smantellato all’inizio dell’anno il chiosco abusivo ed è passato alla vendita con il camioncino. Vietata l’esposizione a terra della merce. L’interno del mezzo, un metro e 80 per un metro, fa da deposito e anche da vetrina. «Non c’è dignità nel lavorare in questo modo – dice il commerciante –. La notte i fiori restano chiusi dentro il furgone e marciscono. Di giorno non possiamo appoggiare a terra i contenitori o le piante. Quindi nell’unico spazio che ho a disposizione ho sistemato degli sgabelli per creare delle file per mostrare ai clienti la merce. Se non sanno che fiori ho, non possono sceglierli e poi acquistarli».
In questi giorni gli ambulanti stanno facendo i conti con la pioggia. E tra qualche settimana dovranno combattere con il sole. Non hanno nessun riparo. «Chiediamo al Comune e ai funzionari di mettersi una mano sul cuore e venirci incontro – aggiunge Fiori –. Non chiediamo soluzioni fuori legge, solamente di metterci nelle condizioni di lavorare un tantino meglio, con più dignità. Prima che vengano creati i nuovi chioschi servirà del tempo e noi per adesso stiamo andando in perdita. Lavoriamo tutto il giorno a volte per portare a casa dieci, venti euro. E alla fine del mese ci sono le bollette della luce di casa da pagare, i fornitori da saldare. Alcuni sono più sensibili e capiscono le nostre difficoltà. Ma altri giustamente chiedono i soldi perché anche loro vivono di quello. In questa situazione di difficoltà generale io almeno ho il mio furgoncino, ma un collega lo ha a noleggio. Spese che si aggiungono alle spese».
Per capire come si sia arrivati a questa situazione bisogna fare un rapido rewind. L’illegalità dei chioschi nel piazzale del cimitero era nota a tutti. Le amministrazioni che negli anni si sono succedute avevano tollerato la presenza dei quattro commercianti. Del tutto normale trovare davanti ai cimitero la vendita di fiori freschi da portare sule tombe dei propri cari. Nel mese di maggio dello scorso anno, le indagini scattate a seguito dell’incendio a una delle strutture, portano a galla la trentennale condizione di abusivismo dei chioschi. Alla fine dello scorso anno vengono notificate ai proprietari le ordinanze di sgombero dei chioschi e le nuove regole di vendita. Solo con furgoni, nei parcheggi assegnati dal Comune davanti alla statua di Padre Pio. Vietato esporre i fiori a terra, avere tavolini e ombrelloni.
Il sindaco Nizzi, in quell’occasione aveva anche annunciato lo studio del progetto dei nuovi chioschi. Tutto da decidere se la realizzazione sarà a carico dei titolari o del Comune. Di sicuro dovrà essere fatto un bando pubblico, come prevede la legge, per assegnare gli spazi.
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