Abusi e maltrattamenti sottufficiale a processo
di Tiziana Simula
La Maddalena 44enne accusato di violenza nei confronti della compagna L’uomo avrebbe minacciato e colpito anche il precedente marito della donna
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LA MADDALENA. Il processo comincerà il 24 novembre. Tante e pesanti le accuse da cui dovrà difendersi un sottufficiale della Capitaneria di porto per il quale il gup del tribunale di Tempio Caterina Interlandi ha deciso il rinvio a giudizio davanti al tribunale in composizione collegiale. Nel lungo capo d’imputazione, il sostituto procuratore Ilaria Corbelli contesta al 44enne, difeso dall’avvocato Claudio Manca del Foro di Roma, maltrattamenti, lesioni personali e violenza sessuale nei confronti della sua ex convivente, ma anche minacce e lesioni personali nei confronti dell’ex marito della donna.
Costantemente ubriaco, l’avrebbe maltrattata, picchiata, umiliata e vessata per anni (i fatti contestati si riferiscono dal 2015 al 2018), aggressioni che avvenivano anche alla presenza delle due figlie minori e anche quando lei era incinta, costringendola ad avere un rapporto sessuale completo nonostante il suo rifiuto, provocandole lesioni. In udienza preliminare la donna si è costituita parte civile con l’avvocato Emanuela Provenzano, mentre l’ex marito – minacciato pesantemente dal sottufficiale che lo avrebbe anche colpito con una testata sul naso fratturandoglielo –, e la figlia nata dal loro matrimonio, si sono costituiti parte civile con l’avvocato Abele Cherchi. L’uomo, stando alle accuse, avrebbe aggredito verbalmente e picchiato l’ex convivente anche davanti alla bambina e la stessa piccola sarebbe stata spesso offesa e minacciata dal convivente della mamma con cui vivevano insieme. Nella lunga denuncia presentata ai carabinieri e dall’attività investigativa è emerso come la 43enne fosse stata a lungo picchiata e umiliata dal suo compagno, presa a pugni, schiaffi, calci e testate sulla fronte, aggressioni che avvenivano soprattutto quando lei si lamentava perché era ubriaco. Controllava continuamente il suo cellulare perché era geloso e sperperava i soldi giocando alle slot e comprando alcolici. È accusato anche di aver ripreso contro la volontà della donna, tenuta sotto minaccia, i loro rapporti intimi, facendo, poi vedere i filmati a un’altra persona. «Non mettermi il bastone tra le ruote, non cercare di impedirmi di vedere mia figlia perché altrimenti sarò il tuo incubo più grande per tutta la vita», l’avrebbe minacciata quando ha deciso di allontanarsi da lui. Una spirale di violenze e soprusi alimentati dagli effetti dell’alcol che non hanno risparmiato neanche l’ex marito della donna. Queste le accuse mosse dalla Procura. Che ha chiesto il rinvio a giudizio del sottufficiale, richiesta accolta dal giudice dell’udienza preliminare che lo ha mandato a processo.
Costantemente ubriaco, l’avrebbe maltrattata, picchiata, umiliata e vessata per anni (i fatti contestati si riferiscono dal 2015 al 2018), aggressioni che avvenivano anche alla presenza delle due figlie minori e anche quando lei era incinta, costringendola ad avere un rapporto sessuale completo nonostante il suo rifiuto, provocandole lesioni. In udienza preliminare la donna si è costituita parte civile con l’avvocato Emanuela Provenzano, mentre l’ex marito – minacciato pesantemente dal sottufficiale che lo avrebbe anche colpito con una testata sul naso fratturandoglielo –, e la figlia nata dal loro matrimonio, si sono costituiti parte civile con l’avvocato Abele Cherchi. L’uomo, stando alle accuse, avrebbe aggredito verbalmente e picchiato l’ex convivente anche davanti alla bambina e la stessa piccola sarebbe stata spesso offesa e minacciata dal convivente della mamma con cui vivevano insieme. Nella lunga denuncia presentata ai carabinieri e dall’attività investigativa è emerso come la 43enne fosse stata a lungo picchiata e umiliata dal suo compagno, presa a pugni, schiaffi, calci e testate sulla fronte, aggressioni che avvenivano soprattutto quando lei si lamentava perché era ubriaco. Controllava continuamente il suo cellulare perché era geloso e sperperava i soldi giocando alle slot e comprando alcolici. È accusato anche di aver ripreso contro la volontà della donna, tenuta sotto minaccia, i loro rapporti intimi, facendo, poi vedere i filmati a un’altra persona. «Non mettermi il bastone tra le ruote, non cercare di impedirmi di vedere mia figlia perché altrimenti sarò il tuo incubo più grande per tutta la vita», l’avrebbe minacciata quando ha deciso di allontanarsi da lui. Una spirale di violenze e soprusi alimentati dagli effetti dell’alcol che non hanno risparmiato neanche l’ex marito della donna. Queste le accuse mosse dalla Procura. Che ha chiesto il rinvio a giudizio del sottufficiale, richiesta accolta dal giudice dell’udienza preliminare che lo ha mandato a processo.
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