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Olbia

Lite e sangue in un ovile in cella giovane bracciante

di Stefania Puorro
Lite e sangue in un ovile in cella giovane bracciante

Colpisce con una forbice tosapecore il collega. ll 50enne in prognosi riservata Il ventiseienne di Bultei arrestato confessa, deve rispondere di tentato omicidio

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OSCHIRI. Quando i medici del 118 sono arrivati nelle campagne di Oschiri, sapevano di dover soccorrere un uomo ferito al ventre: un pastore dipendente di origine romena di 50 anni. E solo quando lo hanno sistemato sull’ambulanza per trasferirlo d’urgenza in ospedale, hanno saputo che cosa fosse successo. E’ stato lui stesso, mentre si contorceva per i dolori ma ancora lucido in quel momento, a raccontare di essere stato colpito con una forbice tosapecore da un bracciante che lavora con lui.

A quel punto è stato richiesto immediatamente l’intervento dei carabinieri i quali, impegnati in forze per i controlli anti Covid, sono arrivati a Monte De Sas Fulcas in pochi minuti. Qui hanno trovato anche un giovane di 26 anni, nato a Ozieri ma di Bultei. Era nervoso, raccontava una storia poco convincente. Alla fine ha ceduto e ha confessato di essere stato lui. Antonio Tanda, questo il suo nome, è stato arrestato per tentato omicidio (con l’aggravante dei futili motivi).

Il cinquantenne ferito è stato sottoposto la notte scorsa a un delicato intervento, ma l’équipe chirurgica dell’ospedale di Ozieri è riuscita a salvarlo, nonostante le profonde lacerazioni interne riportate. Ma la prognosi resta riservatissima. E solo per un miracolo non gli è stata tranciata l’aorta.

I due braccianti, domenica sera attorno alle 21, stavano badando al bestiame. Poi, pare per questioni banali, avrebbero cominciato a litigare. Il più giovane dei due avrebbe perso il controllo e con la forbice tosapecore ha colpito in pieno ventre il collega di lavoro.

Appena il titolare dell’ovile ha visto il suo dipendente a terra, non sapeva ancora che cosa fosse accaduto. Ma ha chiesto comunque subito l’intervento di un’ambulanza del 118, a bordo della quale il dipendente ferito ha raccontato tutto.

I carabinieri della stazione di Oschiri a cui si sono aggiunti altri uomini della compagnia di Ozieri si sono precipitati nell’azienda agricola e il giovane bracciante - che non si era allontanato – era ormai in trappola: dopo aver dato spiegazioni contorte, ha infatti ammesso di aver ferito il cinquantenne (entrambi vengono chiamati dal titolare dell’azienda ogni volta che c’è bisogno).

I militari sono anche riusciti a recuperare la forbice: era stata nascosta a poca distanza. Da qui l’arresto. Su disposizione del pubblico ministero di Sassari, Giovanni Porcheddu, il giovane è stato trasferito nel carcere di Bancali. «Al momento non è stato ancora notificato nessun atto - ha detto l’avvocato Michele Falzoi, che difende Tanda - ma in sede di convalida si valuterà se la vicenda si potrà inquadrare anche in una legittima difesa. Bisogna accertare quali sono i termini della lite, se c’è stato uno scontro fisico e, in questo caso, si deve capire chi ha cominciato».

Poco più di un mese fa, Antonio Tanda era già stato arrestato dalla polizia di Ozieri. Fermato alla guida di un’auto, dopo aver sbattuto contro il muro di una piazza, si era ribellato agli agenti. Li aveva insultati e minacciati in stato di alterazione (aveva bevuto) e aveva anche cercato di aggredirli. Una volta portato in commissariato aveva anche preso a calci la porta di un ufficio. Dopo l’arresto, il giudice gli aveva vietato di avvicinarsi a Ozieri e nello stesso tempo gli era stato revocato il reddito di cittadinanza.

Adesso deve rispondere di un’accusa molto più pesante: tentato omicidio aggravato.

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