al giovanni paolo II
Espianto d’organi nella notte serviranno a salvare tre vite
OLBIA. Gli organi espiantati a una giovane donna deceduta martedì scorso all'ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, dopo un ricovero di diversi giorni nel reparto di Rianimazione, serviranno per...
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OLBIA. Gli organi espiantati a una giovane donna deceduta martedì scorso all'ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, dopo un ricovero di diversi giorni nel reparto di Rianimazione, serviranno per salvare altre tre vite e assicurare ai destinatari migliori condizioni di salute. L'espianto – si tratta del secondo effettuato dall’ospedale olbiese nel corso del 2021 – è stato effettuato nella notte tra martedì e mercoledì, trascorsa la fase di osservazione dello stato di morte cerebrale, da due équipe specializzate arrivate a Olbia dall'ospedale Brotzu di Cagliari e dall'ospedale Le Molinette di Torino.
«Grazie alla scelta dei familiari della giovane, altre tre persone adesso potranno tornare alla vita – spiega la Assl di Olbia – . Viste le condizioni cliniche della donna deceduta, i familiari hanno deciso di donare i suoi organi, compiendo un gesto che salverà altre persone. Non possiamo che ringraziarli per aver acconsentito, nonostante il dolore per la perdita della congiunta, a favorire quella che ancora oggi rappresenta l'unica concreta speranza per molti malati con una qualità di vita precaria. È stato un gesto di straordinario altruismo che non ha prezzo ed è in grado di migliorare la vita di molte persone».
Le procedure per la donazione degli organi sono state avviate dopo l’accertamento della morte della donna. Accertamento basato sulla verifica, per almeno 6 ore consecutive, della contemporanea assenza dello stato di coscienza, di tutti i riflessi che coinvolgono l’encefalo, dell’attività respiratoria spontanea, dell’attività elettrica cerebrale. «Solo in seguito al periodo di osservazione – conclude ancora la Assl di Olbia – terminato alle 17 di ieri, è stato possibile procedere all’espianto che è stato eseguito durante la notte all’arrivo delle unità provenienti dagli ospedali di Cagliari e di Torino».
«Grazie alla scelta dei familiari della giovane, altre tre persone adesso potranno tornare alla vita – spiega la Assl di Olbia – . Viste le condizioni cliniche della donna deceduta, i familiari hanno deciso di donare i suoi organi, compiendo un gesto che salverà altre persone. Non possiamo che ringraziarli per aver acconsentito, nonostante il dolore per la perdita della congiunta, a favorire quella che ancora oggi rappresenta l'unica concreta speranza per molti malati con una qualità di vita precaria. È stato un gesto di straordinario altruismo che non ha prezzo ed è in grado di migliorare la vita di molte persone».
Le procedure per la donazione degli organi sono state avviate dopo l’accertamento della morte della donna. Accertamento basato sulla verifica, per almeno 6 ore consecutive, della contemporanea assenza dello stato di coscienza, di tutti i riflessi che coinvolgono l’encefalo, dell’attività respiratoria spontanea, dell’attività elettrica cerebrale. «Solo in seguito al periodo di osservazione – conclude ancora la Assl di Olbia – terminato alle 17 di ieri, è stato possibile procedere all’espianto che è stato eseguito durante la notte all’arrivo delle unità provenienti dagli ospedali di Cagliari e di Torino».
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